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Morte Marco Vannini processo news: Viola Giorgini e Federico Ciontoli si contraddicono

Morte Marco Vannini processo ultime notizie: ha avuto inizio ieri, lunedì 23 ottobre, la deposizione degli imputati nel processo che si sta tenendo in Corte d’Assise a Roma per la morte del 19enne di Cerveteri, deceduto dopo ore di agonia per essere stato ferito alla spalla da un proiettile partito da una pistola che il padre della sua fidanzata Martina, Antonio Ciontoli, avrebbe esploso (a detta dell’uomo) accidentalmente.

Ieri si è cominciato con le deposizioni di Viola Giorgini (accusata di omissione di soccorso) e del fidanzato Federico Ciontoli, figlio di Antonio, che insieme ai genitori e la sorella Martina deve invece rispondere dell’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale. In udienza sono emerse delle contraddizioni sia all’interno delle loro versioni sia rispetto alle versioni fornite dai testimoni ascoltati finora nel processo. Viola e Federico ieri in aula hanno infatti fornito due ricostruzioni a tratti collimanti, in altri aspetti invece poco concordi.

La deposizione di Viola Giorgini

La deposizione di Viola che ricostruisce quanto accaduto la sera del 17 maggio 2015 in casa dei Ciontoli. La fidanzata di Federico Ciontoli dice che lei e Federico erano sdraiati a letto in una sorta di dormi veglia, poi hanno sentito il colpo e dei rumori provenire dalla stanza di sopra: Federico avrebbe cercato di entrare ma Antonio Ciontoli glielo avrebbe impedito bloccando la porta del bagno.

“Io e Maria eravamo fuori, Maria non ricordo dove fosse. Poi è uscito e Federico di fretta è uscito con la pistola dicendo di doverla togliere da lì. In quel momento spinsi la porta. Marco aveva poche forze era strano, Antonio disse che era partito un colpo con una bolla d’aria rimasta nella pistola. Inizialmente Marco era strano, aveva momenti incostanti e dopo poco iniziò a lamentarsi. Pensai che un colpo d’aria dalla pistola volesse dire aria compressa. Sono rimasta sulla porta di ingresso del bagno. Nella stanza da letto vidi un segno sul braccio non un foro di proiettile. Antonio ripeteva di non preoccuparci, che era un colpo d’aria. Federico impose al padre di chiamare i soccorsi. Sapevo che Federico avesse trovato il bossolo ma volevo che arrivassero i soccorsi. La prima volta ha chiamato Federico, è uscito dalla stanza dal letto con il telefono in mano. Tornò agitato e passò il telefono alla madre e nel frattempo Antonio disse che Marco si era ripreso. Ho saputo del colpo ‘vero’ al Pit, se ne parlava lì. Non ricordo chi disse che Marco aveva un proiettile nel braccio, non mi feci troppe domande in quel momento volevo solo che Marco stesse bene”.

Per Viola Giorgini quella del povero Marco Vannini non sembrava una ferita di arma da fuoco – “vidi un segno sul braccio non un foro di proiettile” – anche perché Antonio Ciontoli li tranquillizzava e non mostrava la volontà di chiamare i soccorsi. Marco nel frattempo era a terra, si lamentava, qualcuno gli alzava le gambe. All’arrivo dei soccorsi l’ambulanza non trovava il civico dei Ciontoli, così lei è scesa in strada: “…senza accorgermi che Federico non era con me. Ho sentito che chiamavano Martina, forse erano i vicini che mi hanno scambiata per lei. Tolsi i secchi della differenziata e vidi la vicina dicendo che Marco stava male. Federico è sceso, siamo andati a destra spalle alla casa poi a sinistra percorrendo un centinaio di metri. Poi siamo tornati indietro e l’ambulanza è arrivata senza sirene dalla parte dove eravamo prima. Gli siamo corsi incontro”.

Un racconto che ha indignato e indispettito la madre di Marco Vannini, la quale ha preferito uscire dall’aula: in quel frangente è stata interpellata dai cronisti lì presenti e si è sfogata dicendo che quelle pronunciate da Viola Giorgini “sono tutte bugie”. “Io non voglio fare il processo alle sue parole” – così mamma Marina – Però non potevo restare a sentire tutte queste bugie”.

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Le contraddizioni di Federico Ciontoli

Diversamente da quanto riferito dalla fidanzata – che Antonio Ciontoli, cioè, avrebbe impedito a lei e Federico di entrare in bagno dopo il colpo di pistola, “perché Marco era nudo”Federico non ha raccontato questo particolare. Il ragazzo ha raccontato infatti che nel bagno in quel momento c’era anche sua sorella Martina. Dettaglio questo che fa la differenza: perché, se nel bagno c’era anche la figlia, vietare l’ingresso a Federico e Viola? Federico Ciontoli ha poi riferito di essere entrato in bagno (sua madre Maria e la fidanzata Viola sarebbero rimaste fuori) per poi uscirne con in mano le pistole. Il teste ricostruisce la scena che si sarebbe trovato di fronte: Marco ferito dentro la vasca, Antonio Ciontoli al alto della stessa, che gli parlava, e Martina, tra il bidet e la vasca. Le pistole erano a terra.

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Federico ha poi raccontato che sarebbe stato il padre a portare Marco Vannini, ferito e nudo, dal bagno alla camera da letto. Martina avrebbe preso qualcosa per coprirlo, la madre Maria nel frattempo si era preoccupata di asciugargli i capelli, dettaglio che contrasta in maniera palese con quella che sarebbe dovuta essere una situazione drammatica, concitata, carica di tensione. Viola in quel momento va a prendere acqua e zucchero per Marco. Tutti i presenti soccorrono Marco per una insignificante ferita che gli avrebbe provocato uno “shock per uno spostamento d’aria”, mentre in casa c’erano due pistole e un bossolo, prova che Marco era stato colpito e ferito da un proiettile. Antonio Ciontoli, va sottolineato, è un militare e non uno sprovveduto che aveva maneggiato un’arma in maniera quasi inconsapevole.

Sia Viola che Federico, comunque, hanno dato la maggiore responsabilità nel ritardo dei soccorsi ad Antonio Ciontoli, tanto che, una volta convintosi di chiamare il 118, l’uomo raccontò una menzogna, dicendo che Marco si era provocato un piccolo foro alla spalla con un pettine appuntito. I due testi hanno poi dichiarato che una volta giunti al Pit, in attesa di conoscere le condizioni di Marco, avrebbero scambiato delle opinioni con diversi sanitari e gli stessi carabinieri sul possibile percorso fatto dal bossolo all’interno del corpo di Marco. Circostanza totalmente smentita nelle udienze precedenti dal comandante della stazione Maresciallo Izzo, che ha escluso categoricamente di avere dato loro informazioni di tal natura. Viola Giorgini ieri in aula ha detto di avere appreso che Marco aveva un proiettile in corpo solo una vplta giunta al Pit, quando invece in casa aveva detto di aver visto le pistole e di aver appreso anche del bossolo.

Il processo riprenderà il prossimo giovedì 26 ottobre, sarà la volta delle deposizioni di Martina Ciontoli, Maria Pezzillo e Antonio Ciontoli.

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