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Morte Marco Vannini, sfregio alla famiglia: strappata la sua foto, telefonata alla madre svela tutto

Morte Marco Vannini ultime notizie: un increscioso episodio ha colpito la famiglia del 19enne di Cerveteri, morto dopo essere stato ferito in casa della fidanzata a Ladispoli, ferito alla spalla da un proiettile esploso dal suocero, Antonio Ciontoli.

Secondo quanto scrive il giornale locale online Terzobinario.it, infatti, sarebbe stata strappata la foto di Marco Vannini e gettati via anche i fiori a lui dedicati in via De Gasperi. Un gesto crudele, offensivo, che ha sfregiato la memoria del ragazzo e colpito emotivamente la sua famiglia, che soffre terribilmente e da tempo ormai combatte per la verità. I coniugi Vannini hanno affisso un’altra foto del figlio e dei nuovi fiori sul palo nei pressi del cancello dove si trovavano.

Marina, madre di Marco, ha rivelato di aver ricevuto una telefonata a casa “da parte di persone che hanno visto la signora Pezzillo e Antonio Ciontoli strappare la foto” – ha detto la donna – “Per l’ennesima volta si è venuti a mancare di rispetto a mio figlio e a noi. Uno sfregio alla memoria di mio figlio, e continuano ad infierire su Marco e su noi“.

 Anche il cugino di Marco Vannini, Alessandro, ha parlato dello spiacevole accaduto su Facebook: “Strappare i fiori e la foto di Marco per poi gettarli non vi basterà per cancellare quello che avete fatto, ma soprattutto non servirà a fermare la nostra determinazione. Nuova foto e nuovi fiori ancora più belli di prima. Noi non molleremo mai!”.

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La famiglia Ciontoli è sotto processo a Roma con l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale, Viola Giorgini, fidanzata del figlio di Antonio Ciontoli, deve invece rispondere di omissione di soccorso. Ancora il dibattimento in aula non ha chiarito l’esatta dinamica dei fatti avvenuti nella villetta dei Ciontoli la sera del 18 maggio 2015, né se il povero Marco, soccorso in tempo, si sarebbe potuto salvare.

 Nell’ultima udienza del processo, inoltre, sono sorti ulteriori dubbi circa il presunto coinvolgimento diretto nella vicenda di Federico Ciontoli, figlio di Antonio, alla luce di quanto dichiarato in aula dal teste Manlio Amadori“Ciontoli padre era entrato nella mia stanza in caserma dicendomi che non poteva andare avanti nel racconto, non poteva dire tutto perché altrimenti avrebbe inguaiato il figlio Federico”.

 

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