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Morte Mario Biondo: autorità spagnole dicono ‘no’ a riapertura caso e condannano i genitori del cameraman

Niente da fare, per gli inquirenti spagnoli la morte di Mario Biondo fu suicidio. Indagine archiviata, dunque, e rigetto della istanza della famiglia del giovane che chiede a gran voce dal 2015 che il fascicolo d’inchiesta sia riaperto.

E se in Italia un’inchiesta parallela, che indaga per omicidio volontario aggravato da premeditazione a carico di ignoti, va avanti, nel frattempo Santina D’alessandro e Pippo Biondo sono stati condannati dalla Audiencia Provincial de Madrid a 8 giorni di arresti domiciliari e al pagamento di 3mila euro quale indennizzo nei confronti della vedova del figlio, la showgirl spagnola Raquel Sanchez Silva, secondo le accuse da loro ingiuriata e vessata in diverse occasioni a mezzo stampa e tramite esternazioni via social in cui i coniugi avrebbero sollevato illazioni in merito al suo presunto coinvolgimento nella morte del cameraman palermitano.

Ma la madre di Mario Biondo non si arrende, e su Facebook annuncia battaglia: “Il procedimento della Procura di Palermo è in pieno svolgimento”. E sulla sua ex nuora dice: “Si è opposta legalmente alla nostra richiesta di apertura del caso in Spagna, non solo non è stata mai dalla nostra parte per sapere la verità, ma continua ad ostacolarci con la magistratura spagnola”.

“Aspettiamo che la procura si pronunci alla luce delle nuove relazioni che invece confermano l’omicidio”, ha precisato mamma Santina, più che mai decisa a fare luce sul come e perché il 30 maggio 2013 suo figlio fu trovato morto in quell’appartamento di Madrid.

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