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Morte Renata Rapposelli news: chiuse le indagini, cosa potrebbe accadere

Morte Renata Rapposelli ultime notizie: chiuse le indagini relative al presunto omicidio della pittrice anconetana, scomparsa il 9 ottobre 2017 a Giulianova (Teramo, Abruzzo) e rinvenuta cadavere un mese dopo, il 10 novembre, a un centinaio di chilometri di distanza, a Tolentino (Macerata, Marche) sulle rive del fiume Chienti. Dal 6 marzo scorso per il presunto delitto, com’è noto, sono in carcere il figlio e l’ex marito della donna – Giuseppe e Simone Santoleri – i quali si dichiarano innocenti ed estranei ai fatti nonostante gravi indizi di colpevolezza a loro carico.

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Morte Renata Rapposelli

Con ogni probabilità, dunque, presto il pm titolare delle indagini avanzerà la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei due uomini per un eventuale processo. La pittrice era sparita il 9 ottobre 2017 quando, partita da Ancona in treno si era recata a Giulianova per incontrare il figlio (che credeva malato) che non vedeva da 8 anni. Secondo la ricostruzione della Procura, una volta giunta in casa dei due uomini sarebbe scoppiata una violenta lite per questioni economiche e Simone avrebbe strangolato la madre. Con la complicità del padre, poi, avrebbe portato il cadavere in auto a Tolentino dopo tre giorni, e lì padre e figlio si sarebbero sbarazzati del corpo dopo averlo tenuto in casa per tre giorni.

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Le cattive condizioni del corpo della pittrice (il cadavere fu rinvenuto saponificato) non hanno nemmeno permesso, nonostante le tre autopsie effettuate, di chiarire con certezza le cause di morte della 59enne. Si ipotizza sia stata strangolata e/o soffocata dal figlio. Simone e Giuseppe Santoleri continuano a respingere ogni accusa, sostenendo di aver accompagnato la donna a Loreto. I due uomini sono attualmente detenuti in due carceri diversi con l’accusa di omicidio volontario in concorso e occultamento di cadavere; Giuseppe si trova nel carcere di Castrogno, Simone in quello di Lanciano. Il movente del delitto sarebbe di natura economica: Renata avanzava dei soldi dall’ex marito, che il figlio non voleva darle. Tremila mila euro arretrati che le spettavano per il mantenimento. Dopo le pressioni della donna che voleva ottenere quanto le spettava, il figlio avrebbe perso la testa, uccidendola. Simone Santoleri, disoccupato, viveva del reddito del padre che dunque sarebbe stato significativamente ridotto se l’uomo avesse dato alla ex quanto richiesto. Tutto ciò, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe generato rancore nei confronti della donna che si era unito a livore pregresso di Simone verso la donna.

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