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Movimento 5 Stelle, il caso Venturino porta al caos sui soldi agli eletti

Non è bastata la riunione a Montecitorio tenuta da Beppe Grillo in persona per placare le tensioni nel Movimento 5 Stelle su diarie e rimborsi degli eletti in Parlamento e nelle altre assemblee elettive. La questione, esplosa dopo la polemica con il vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Venturino, in rotta con il Movimento per non aver rispetto la consegna di rendicontare le proprie spese, rischia di agitare le acque di un movimento in cui la condivisione delle scelte organizzative e di gestione sembra ancora piuttosto debole.

Beppe Grillo

Antonio Venturino, definito un “pezzo di m…” da Grillo in persona, questa sera durante la trasmissione Servizio Pubblico ha ribadito la sua critica all’eccessiva fiscalità nella rendicontazione delle spese sostenute nell’esercizio del mandato istituzionale “Non si può venire a sindacare tutto, se una sera a cena ho speso 20 euro anziché 18 come la precedente”, ha detto l’esponente siciliano espulso dal Movimento 5 Stelle.

Ma a Roma Beppe Grillo oggi ha detto “Non si fa la cresta su ciò che non è rendicontato, metteremo nomi e cognomi di chi vuol tenersi i soldi”, parlando di fronte a deputati e senatori a 5 Stelle. Ma la black list o lista di proscrizione che si voglia, molto probabilmente non ci sarà: deciderà in ogni caso l’assemblea degli eletti.

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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