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Movimento 5 Stelle e i rapporti con la Cina: vogliono consegnare l’Italia nelle mani di Pechino?

Le visite di Beppe Grillo all’ambasciata cinese a Roma hanno fatto alzare le sopracciglia a molti. Tuttavia dei segnali si potevano cogliere già da tempo, visto l’elogio alle politiche cinesi nello Xinjiang da parte del fondatore del Movimento 5 Stelle pubblicato nei giorni scorsi sul suo blog. Sarebbe carino però capire però per “quale motivo economico si è lasciato ricattare”, parole che lui stesso usò per commentare il silenzio dei politici italiani riguardo alla questione tibetana nel 2012. Pechino ha ambizioni di dominio politico mondiale, è un regime paziente e forse l’Italia lo sta nutrendo. E le quattro ore di colloquio di domenica alimentano i sospetti di chi pensa che Grillo abbia intenzione di “vendere il Movimento” e, insieme, l’Italia a Pechino.

movimento 5 stelle Beppe Grillo

I rapporti tra Cina e Italia non sono frutto del Movimento 5 Stelle

I rapporti tra la Cina e l’Italia però non sono nati con Beppe Grillo, e nemmeno con Luigi Di Maio. E’ bene sfatare anche l’idea che riguardino solamente la difesa dei diritti umani. Non è così: dietro alla comunicazione italo-cinese ci sono principalmente (e ovviamente) questioni economiche. E’ vero che già nel 2013 Grillo, insieme a Gianroberto Casaleggio, andò in visita all’allora ambasciatore cinese Ding Wei. L’anno scorso, invece, fu proprio Luigi Di Maio a firmare il memorandum sulla Via della Seta. Prima di loro, però, è stato il Partito Democratico a creare i primi legami con la Cina. Il direttore d’orchestra di questi rapporti è l’ambasciatore Ettore Sequi, che ha lavorato per quattro anni a Pechino. Dall’inaugurazione del governo Conte bis è a capo del gabinetto di Di Maio alla Farnesina; in passato, però, aveva già ricoperto questo ruolo con Federica Mogherini e poi con Paolo Gentiloni, fino alla nomina in Cina nel 2015. Non è nuovo del mestiere, ed è considerato proprio il filo conduttore tra l’Italia e la Cina, a prescindere dai governi in carica: grazie all’allora ambasciatore il colosso cinese CCCC si avvicinò al porto di Trieste fin dalla visita dell’ex presidentessa del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, politica di rilievo all’interno del Partito Democratico. Questo succedeva nel 2017, lo stesso anno in cui Sequi organizzò la visita dell’allora premier Paolo Gentiloni al forum “One belt, one road” in Cina, il progetto della nuova Via della seta. Le fondamenta di questo rapporto internazionale quindi sono state create proprio dal Partito Democratico, più che dal Movimento 5 Stelle.

movimento 5 stelle

Movimento 5 Stelle e Cina

Il Movimento 5 Stelle si può dire abbia cavalcato un’onda creata dal PD. Di Maio, poi, ha continuato i lavori già iniziati prima firmando il tanto polemizzato memorandum sulla Via della Seta, e poi presenziando nelle scorse settimane alla seconda edizione del China International Import Expo di Shangai. In quella occasione, il ministro degli Esteri cinese lo ha elogiato così: “Lei ministro Di Maio è un nostro buon amico. Un politico giovane, molto in gamba, con una grande visione strategica”. La risposta di Di Maio è stata sulla stessa lunghezza: “Guardiamo alla Cina come un Paese che deve essere sempre più partner dell’Italia per lo sviluppo. L’adesione alla Via della Seta ha segnato un rafforzamento delle nostre relazioni”. Dall’altra parte, però, Joshua Wong, leader pro democrazia a Hong Kong, ha tentato di mettere in occhio i politici italiani: “L’Italia deve stare attenta a non dipendere dagli interessi economici cinesi. La Cina è nota per non rispettare le regole ed è tristemente nota per le violazioni dei diritti umani”. Proprio per questo motivo, infatti, Fratelli d’Italia domani chiederà maggiore chiarezza al Parlamento. Oggi, invece, il ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca Lorenzo Fioramonti è a Pechino per l’inaugurazione, insieme all’omologo cinese Wang Zhigang, della decima edizione della Settimana Cina Italia della Scienza, della tecnologia e dell’innovazione, dando l’impressione di dimenticare le manifestazioni che si stanno consumando a Hong Kong per mano degli studenti.

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