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Movimento Cinque Stelle liste a rischio in quasi tutti i comuni

Giuseppe Conte, ex-Presidente del Consiglio e neo-eletto leader del Movimento Cinque Stelle, vede già arenarsi il suo preannunciato percorso di rinnovamento. Il problema principale che deve risolvere è la definizione delle liste per il Movimento Cinque Stelle nei 1.162 comuni che andranno ad elezioni nel prossimo autunno.

Giuseppe Conte

Movimento Cinque Stelle liste a rischio

Il nuovo leader del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte è già messo alla prova da una dura sfida: la selezione delle liste negli oltre mille comuni che andranno ad elezione durante il prossimo ottobre. Diciotto di questi sono capoluoghi di provincia.

Nota legale che rende il tutto ancora più complesso: la certificazione delle liste deve avvenire entro un mese dalla data della tornata elettorale. Considerando che la data prescelta in molti comuni è il 3 ottobre appare alquanto difficile immaginare come sia possibile snodare questa intricata matassa in poco più di tre settimane.

Sfida resa ancora più ostica dal divorzio con Davide Casaleggio, ex-pentastellato e socio fondatore del M5S insieme a Beppe Grillo. Infatti, l’imprenditore milanese è l’unico proprietario dell’Associazione Rousseau che si è sempre occupata della parte burocratica delle candidature.

Se nei piccoli comuni, sotto i 15 mila abitanti, pare che la soluzione più gettonata sia l’accordo con le forze del Partito Democratico, la situazione non appare altrettanto nitida nelle città più popolose.

Gianluca Corrado

Milano: manca una progetto e una lista

Il consigliere comunale di Milano Gianluca Corrado, il quale durante la tornata elettorale del 2016 era stato tra i candidati a sindaco, già venti giorni fa criticava i vertici annunciando il rischio che il M5S non sarebbe riuscito a presentare le liste in tempo. L’avvocato milanese, il quale ha preso le parti di Casaleggio nelle recenti diatribe, ha inoltre dichiarato che “Se mi chiedessero di ricandidarmi, prenderei in considerazione la cosa solo di fronte a un progetto serio per la città, che però ancora non c’è”.

Il capoluogo lombardo resta dunque una grande incognita. Al momento il viceministro dello sviluppo economico Stefano Buffagni sta lavorando nel tentativo di ottenere un accordo di coalizione con il sindaco uscente Beppe Sala. Soluzione altamente preferibile alla possibile alternativa di presentarsi con un candidato a sindaco sostenuto solo dalla lista pentastellata, il quale rischierebbe di fermarsi a percentuali alquanto deludenti.

Gaetano Manfredi

Napoli, Conte primo nome della lista?

L’accordo tra M5S e PD ha portato le due forze politiche a convergere sul nome dell’ex Ministro dell’Università Gaetano Manfredi come candidato alle amministrative di Napoli. Nonostante questo non sono ancora terminate le contrattazioni per la definizione delle liste elettorali.

Secondo alcune indiscrezioni pare che il leader del Movimento Giuseppe Conte abbia valutato la possibilità di candidarsi come capolista nella città partenopea. La risposta dello staff dell’ex-primo ministro non si è fatta attendere: “Conte si è speso in prima persona per l’eccellente candidatura di Gaetano Manfredi e continuerà a spendersi perché il patto per Napoli diventi lo strumento concreto di rilancio della città, ma non può garantire una presenza nel prossimo consiglio comunale visti gli assorbenti impegni per realizzare il rinnovamento, sul piano nazionale, del Movimento 5 Stelle”.

Movimento Cinque Stelle liste a rischio ovunque

Da Bologna giunge notizia che le liste sono già pronte da tempo e che mancano giusto alcuni passaggi burocratici. L’accordo sembra solido anche a Ravenna, lo stesso non si può dire di altri comuni in Emilia Romagna.

Particolarmente complessa appare la situazione riminese dove i pentastellati appaiono divisi anche nella selezione del candidato da sostenere. A creare scompiglio è stata la decisione della ex-vicesindaca di Rimini Gloria Lisi di correre alle elezioni da sindaco così generando una frattura profonda nella coalizione di sinistra. Immediata la reazione del primo cittadino Andrea Gnassi che ha deciso di revocarle tutte le sue deleghe. Il Partito Democratico riminese sostiene in modo compatto l’assessore uscente Jamil Sadegholvaad, rappresentante di un continuum ideologico e politico con la visione del sindaco attuale. Pare che proprio in questi giorni il candidato piddino abbia partecipato ad una cena segreta con Rocco Casalino, ex portavoce di Giuseppe Conte quando era premier.

Nel resto di Italia, i pentastellati si stanno muovendo verso un accordo con il PD in diversi comuni, tra i quali Varese, Pordenone, Grosseto e Isernia. A questi si aggiungono all’incirca una trentina di comuni molto piccoli nei quali l’alleanza è molto probabile. In altri comuni invece è altamente probabile che non vi saranno delle liste M5S tra cui Domodossola, Rho, Cittadella, Merano, Cesenatico, Porto Empedocle, Misterbianco e Cassano d’Adda.

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