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Movimento delle sardine, il leader Santori: “Fonderemo un partito”

Sembrava di no, ma vista la mobilitazione generale le carte in tavola potrebbero cambiare e il movimento delle sardine potrebbe presto trasformarsi in un vero e proprio partito. Probabilmente non era stata presa in considerazione questa possibilità perché gli organizzatori delle manifestazioni non si aspettavano un riscontro così imponente. E invece la risposta c’è stata. Saranno le sardine a colmare il vuoto di rappresentanza che si è creato nella politica italiana?

movimento delle sardine

Da movimento delle sardine a partito

“O fondiamo un partito o presentiamo le nostre istanze a chi politica già la fa. Che siano Partito Democratico, Movimento 5 Stelle o destra moderata. Arriveremo a quattro, cinque o sei punti su cui chiederemo alla politica di lavorare”, ha dichiarato Mattia Santori intervistato da la Presse in occasione del PoliticaPresse forum. L’idea quindi di potersi trasformare in un vero e proprio partito, oppure di collaborare con i partiti tradizionali si inserisce nel quadro generale del movimento delle sardine, un movimento che sembrava organizzato un po’ approssimativamente da quattro ragazzi bolognesi e che in realtà si sta rivelando ben studiato e già strutturato. E la dimostrazione sono i risultati che stanno ottenendo non solo nelle città italiane, ma inserendosi anche nel dibattito internazionale. Un esito incredibile considerando la breve vita del movimento.
Mattia Santori apre quindi tutta l’organizzazione a un manifesto programmatico, a delle linee guida: “Siamo partiti da un punto ben preciso che ha messo tutti d’accordo: il linguaggio politico. Per chiarire che per affermare un’idea non devo per forza aggredire qualcuno, in maniera pacifica e concreta, arriveremo a capire in base a come sono composte le nostre piazze quali sono i temi su cui è necessario lavorare. L’altro processo sarà, a livello regionale, di aiutare la politica a far incontrare le esigenze dei cittadini, in questo caso delle sardine che comunque iniziano a essere una buona fetta della popolazione”.

Il movimento delle sardine non è un gioco

Il nome all’inizio ha fatto sorridere e non prendere molto sul serio il fenomeno. Il movimento delle sardine però non è un gioco e i suoi leader lo stanno dimostrando: rappresenta l’altra Italia, quella che compone le percentuali di astensione al voto perché non crede più in nessun partito, in nessun politico. E’ la strada della comunicazione, dei rapporti umani, delle decisioni prese dal basso. Sono semplici e genuini, e anche per questo stanno conquistando i cittadini di tutta Italia convincendoli a uscire di casa e unirsi, stretti come sardine, nelle piazze. Tutto questo non è affatto scontato, ma dipinge perfettamente il malcontento comune e per questo la politica dovrebbe coinvolgerlo, sfruttando in qualche modo l’onda che hanno creato, riconsiderando le necessità degli italiani. Perché il movimento delle sardine crede ancora nella politica, quella vera, non quella delle lotte su Facebook.

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