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Mumadvisor, intervista alla founder Silvia Esposito: “La maternità mi ha insegnato che potevo fare qualsiasi cosa”

UrbanPost continua ad interessarsi al mondo delle mamme che lavorano in proprio dopo la maternità. Un esempio davvero esaustivo della “spinta” che arriva dopo la nascita dei propri figli è quella di Silvia Esposito, mamma di due bimbi ma anche ideatrice e founder di Mumadvisor, portale che fornisce recensioni su tantissime strutture e attività dedicate al mondo del bambino. Partito dalla città di Silvia, Milano, oggi il portale è cresciuto e continua ad espandersi proprio su richiesta delle altre mamme.

Come è nata l’idea di Mumadvisor?
Al tempo io avevo un altro lavoro, ho lavorato per 10 anni nell’ufficio stampa di un’importante casa di moda, fino a due anni fa. Nel frattempo ho avuto due bambini, che adesso hanno 5 anni e 3 anni, e al momento di rientrare dalla seconda maternità ero molto cambiata. Noi donne quando diventiamo mamme abbiamo due lavori, dobbiamo anche occuparci dei piccoli e le nostre prospettive, le priorità cambiano: la maternità sul lavoro viene spesso vista come un peso, si pensa che la mamma non riesca a svolgere bene le sue mansioni. Io invece la vedo come l’acquisizione di nuove competenze: è vero gli interessi non sono più solo quelli di prima ma si evolvono e questo, nel mio caso, mi ha permesso di maturare la consapevolezza che potevo anche fare altro. In quel momento, stavo cercando l’asilo nido per il primo bambino e navigando online mi sono resa conto che mancavano dei siti dove poter leggere le recensioni delle mamme che avevano già provato una tale struttura. Se devo fare un viaggio o qualsiasi cosa c’è Tripadvisor e, per una scelta ben più importante, c’è solo il passaparola ma nulla online. Da qui a mettere in pratica il progetto è passato quasi un anno. Realizzare un’idea del genere aveva bisogno delle sue tempistiche tecniche: da quella notte in cui ho avuto quest’illuminazione, a febbraio prossimo saranno due anni.

Che feedback hai ricevuto dalle mamme?
Il primo anno, in cui anche io dovevo capire se l’idea avrebbe funzionato, ho visto che è piaciuto subito a famiglia e amici ma soprattutto alle strutture che si stupivano che già non esistesse un sito del genere. La mia idea quindi andava a colmare un piccolo vuoto esistente. C’è voluto un anno per capire se poi l’idea sarebbe stata vincente o no ma il primo messaggio di fiducia è stato quello delle mamme perché mi dicevano che Mumadvisor era utilissimo e mi chiedevano di aggiungere nuove strutture o dei consigli sulle attività che volevano far fare ai loro bambini: è diventato un posto sicuro e super partes dove potersi confrontare e trovare la scelta ideale per i propri figli.

In pratica come funziona?
Il modello è Tripadvisor ma qui parliamo di tutto il mondo del bambino e ci sono tantissime categorie di strutture: dallo sport, al beauty, ma anche libri e parchi divertimento. Oltre al discorso recensioni dove le mamme possono trovare le strutture divise per città e zone, la mamma può anche scrivere la sua opinione con una piccola iscrizione. Se la mamma non trova la struttura a cui è interessata, mi può contattare per inserirla: in questo modo il sito si alimenta. All’interno c’è anche un magazine sul mondo dell’infanzia dove delle blogger scrivono degli articoli a tema: in questo modo diamo spazio alle strutture che vogliono comunicare con le mamme. Inoltre c’è uno spazio dedicato agli eventi e a contenuti editoriali.

Com’è a distanza di due anni il posizionamento di Mumadvisor?
Ha al momento molta credibilità e questa è la cosa più importante: abbiamo iniziato ad avere i primi clienti come scuole, anche internazionali, o asili che non si erano mai fatti pubblicità online. Mumadvisor dà un servizio, non è un blog, è un portale che deve essere funzionale: anche per questo non ho voluto i banner pubblicitari in homepage perché temevo di distrarre i visitatori. All’inizio era solo su Milano ma da aprile lo abbiamo esteso ad altre città proprio perché le mamme stesse mi chiedevano di inserire nuove strutture in altre parti d’Italia. Ho passato sei mesi a incontrare le Mumadvisor che si erano proposte per il lavoro, c’è voluto il tempo per istruirle e alla fine abbiamo aperto ad altre città: ora incontrano le strutture di zona e invitano ad essere presenti sul sito.

Che cosa ti ha spinto a dire “posso lasciare il mio lavoro e affidarmi completamente a Mumadvisor”?
Diciamo che la scelta l’ho fatta prima; sapevo che mi ci sarei dovuta dedicare tanto, non potevo tenere l’altro lavoro e nel frattempo occuparmi anche della famiglia. Ho fatto questa scelta quando ho deciso di partire con il progetto di Mumadvisor perché avrei dovuto investirci tempo e denaro. L’ho fatta prima anche come mamma, forse perché non mi davano il part time o perché non avevo più tante possibilità di carriera perché le mie priorità erano cambiate. Ero cambiata io dopo la maternità e in quel momento ho fatto questa scelta. Ho avuto anche un po’ di coraggio e di fortuna; questi cambiamenti, lasciare un lavoro a tempo indeterminato oggi, non sono facili. Sai che bene o mai, la cosa che lasci, non ce l’avrai più. Avrai magari altro ma quella sicurezza non ce l’avrai più. Ritrovarsi da sola a gestire il proprio tempo è una sfida con se stessi. Non ho visto che andava bene, mi ero già detto all’inizio che sarebbe dovuto andare bene per forza. Con il tempo vedremo se continuerà così. Ad ogni modo la scelta credo già sia stata quella giusta, per me ne è valsa la pena.

Immagino che questo tipo di impiego richieda moltissimo tempo: come coincidi famiglia e lavoro?
Questa è la parte difficile, il lavoro mi piace tantissimo e ho capito che quando un’attività ti piace la faresti anche 24 ore al giorno. Io davvero non mi fermerei mai perché mi piace il contatto con le strutture, con le mamme, con le Mumadvisor. Fa parte della mia vita ormai, non distinguo più lavoro e famiglia. Ora ho più tempo perché non ho da timbrare il cartellino e stare fuori nove ore al giorno. In realtà devi essere molto organizzata: non bisogna perdere tempo, bisogna essere precisi e inoltre dalle 16 mi dedico esclusivamente ai bambini quindi spesso la sera torno a lavorare. Anche perché con l’online non puoi mai davvero staccare, devi sempre essere molto aggiornata e sul pezzo. Se non pubblichi e non sei attiva, il sito scende vertiginosamente. E’ psicologicamente impegnativo, è una sfida con te stessi, se tu non lavori il sito non va avanti, è una responsabilità. I primi sei mesi ho fatto tanta fatica, anche lavorando la notte e mia marito mi diceva :’Hai fatto tutto questo anche per essere più serena e lavori di più’. Come in tutte le cose credo ci voglia un periodo di assestamento ma per il momento non ho la ricetta giusta.

Grazie

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