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Musei in Sicilia: prezzi dei biglietti stracciati ma pochi visitatori

Esempio eclatante e allo stesso tempo amaro è la pregiatissima statua della Dea di Morgantina. Esposta nella sua sede natia, ad Aidone ogni giorno vede n media 36 visitatori.

“Un dodicesimo dei visitatori paganti degli ippopotami dello zoo di Pistoia” dice il giornalista, “Piange il cuore a vedere come una decisione forse comprensibile in un’ottica paesana (“E’ nostra! E’ Nostra!”) ma sconcertante in un’ottica generale, sottragga quel capolavoro assoluto alla visita di tutti quei turisti che, per un motivo o per l’altro, non hanno il tempo per passare mesi e mesi in Sicilia come i grandi viaggiatori del passato”.

La Dea di Morgantina è una scultura del V secolo A. C., di una bellezza assoluta, al centro di lotte diplomatiche e giudiziarie con il museo americano Getty di Los Angels che sono andate avanti per ben 22 anni. Secondo Gian Antonio Stella bisognerebbe prendere atto che non si possono tenere aperti tanti piccoli musei, ma concentrare tutti i reperti in due o tre musei per regione: “Chi li ha i soldi per mantenere centinaia di musei sparsi per la penisola?” forse il giornalista del Corriere ha ragione sulla soluzione, o forse no.

É vero il dato che pochissimi sono i visitatori che si recano ad Aidone, alla Villa del Casale a Piazza Armerina, a Selinunte a vedere l‘Efebo o a Mazara del Vallo per vedere il Satiro Danzante. Eppure gli americani avevano fatto carte false per trattenere la Dea sul loro territorio, forse che gli ippopotami di Pistoia sono più vicini ad un aeroporto della Dea o del Satiro? Magari è una questione di promozione e di educazione alla cultura che non decolla in Sicilia e in Italia.

(foto: Wikimedia)

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