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Nadia Arcudi news: uccisa dal cognato, identificato il movente? Svolta nelle indagini

Omicidio Nadia Arcudi: identificato il movente?

Dopo mesi di indagini sull’omicidio della maestra svizzera Nadia Arcudi, 35enne residente a Stabio (Canton Ticino) e ritrovata senza vita nel bosco di Rodero, vicino Como, lo scorso 16 ottobre, forse si è giunti ad una svolta. Per il delitto è stato arrestato il cognato, marito della sorella, Michele Egli: l’uomo, informatico 42enne aspirante giallista, era in carcere dalla prima ora con l’accusa di omicidio intenzionale e occultamento di cadavere, ma solo a metà novembre aveva confessato il delitto, dopo che per settimane aveva fatto parziali ammissioni, attribuendosi la responsabilità dell’occultamento del corpo e dicendo di “averla trovata in casa già morta”.

La polizia elvetica in questi mesi ha sempre cercato un movente, ipotizzando dapprima che il killer possa essere stato mosso da un movente passionale, forse rifiutato dalla Arcudi di cui si era invaghito. Pista investigativa che con il tempo tuttavia non ha trovato ulteriori riscontri tali da permettere di capire le effettive motivazioni del suo gesto omicida. La verità però forse è un’altra.

Michele Egli ha avuto un movente di natura economica?

Il Giorno riferisce infatti che la Scuola universitaria professionale della svizzera italiana (Supsi) si costituirà parte civile nel processo contro Michele Egli, il presunto responsabile dell’omcidio.

La scula ha infatti denunciato Egli, che collaborava con l’istituto, accusandolo di avere sottratto un’ingente quantità di denaro dai fondi della cassa degli studenti del corso di costruzioni e design e destinati all’esecuzione di copie eliografiche e fotocopie. Un ammanco che va dai 270mila e ai 300mila franchi svizzeri, oltre 250mila euro. Questo nuovo importante elemento potrebbe dunque portare alla tanto anelata svolta nelle indagini: in queste ore infatti un’indiscrezione parla della possibilità che Nadia Arcudi potesse aver appreso dell’attività illecita del cognato e magari avesse minacciato di denunciarlo. Per questo motivo potrebbe essere stata uccisa.

Com’è stata uccisa Nadia Arcudi

Nadia Arcudi è morta soffocata con un sacchetto di plastica. Contrariamente a quanto paventato in un primo momento dagli inquirenti, non è stata stordita con farmaci o altre sostanze tossiche. La conferma è arrivata nei mesi scorsi dagli esami tossicologici. Sul suo corpo nessuna ferita o segni di difesa da colluttazione, per querto si ipotizzò inizialmente che fosse stata narcotizzata. La donna è stata uccisa nella sua casa da Egli, poi l’uomo si è liberato del cadavere abbandonandolo nel bosco di Rodero, vicino Como. Sono state le telecamere di sorveglianza della zona ad inchiodarlo.

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Egli non ha mai rivelato il movente dell’omicidio. E in queste ore le indagini avrebbero escluso la presenza di eventuali suoi complici nella scena del crimine e  dell’occultamento del corpo. L’uomo avrebbe dunque agito da solo. Resta quindi ancora da chiarire cosa abbia fatto scattare la furia assassina di Michele Egli, in carcere a Lugano e in attesa di giudizio.

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