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Nadia Toffa si commuove: la sua dottoressa le dedica parole forti

Sono come mi vedete, sono me stessa. Il mio motto è: “La vita è fatta di sfide difficili, ma non impossibili”. E’ così che si presenta Nadia Toffa scrivendo la biografia del proprio profilo di Instagram.
Nadia è nata a Brescia il 10 giugno 1979, è una conduttrice televisiva nota soprattutto per l’attiva partecipazione, dal 2009, al programma di Italia1 Le Iene.
E’ proprio nel corso di un servizio per conto della suddetta trasmissione che, la Toffa, Il 2 dicembre 2017 fu colta da un malore durante una trasferta a Trieste, che comportò una sua momentanea interruzione dall’attività lavorativa. Rivelando poi, l’11 febbraio del 2018, durante il ritorno alla conduzione del programma televisivo della Mediaset, Le Iene, che ciò fosse dovuto a un tumore.

Un’intesa speciale con i medici, con una in particolare

“Cara Nadia
Grazie di avermi regalato il libro e specialmente di averlo scritto. 
Fare il medico è un modo per intrufolarsi nella vita degli altri. Attraverso il tuo libro ci si riesce benissimo e ti sembra quasi di viverla. Penso che mi sarà utilissimo nel mio lavoro e anche per me nei momenti difficili.”  

E’ proprio tramite queste gentili e calde parole di stima che la dottoressa, responsabile della somministrazione dei trattamenti di chemioterapia, ringrazia la giornalista bresciana del sentito regalo. Un rapporto di stima reciproca, il loro, nato tra le mura dell’ospedale in cui periodicamente Nadia si reca per ricevere le cure necessarie, ospedale in cui, come afferma la stessa Toffa, sussiste un clima sereno di cordialità e speranza e a cui si risponde ad un sorriso sorridendo.

Fra le critiche e l’ammirazione

Il libro in questione sopracitato è Fiorire d’inverno. La mia storia, Mondadori, 2018, scritto dalla stessa Toffa, tratta la tematica della malattia del cancro vissuta in prima persona dalla giornalista trentanovenne. Un libro molto chiacchierato in cui viene messa in discussione la mancanza di mordente e di profondità, a detta di molti la tematica cardine sarebbe stata affrontata con superficialità  e poco spessore. D’altro canto, come sempre, troviamo un altro filone di pensiero composto da lettori entusiasti che si sono riconosciuti nelle parole di Nadia, trovandole addirittura d’ispirazione e sostegno.
Ad ogni modo il lungo cammino di guarigione presenta sfaccettature personalissime ed innesca in ognuno reazioni differenti, ed è sempre interessante, a prescindere dal libro, seguire passo passo in una condizione così delicata, le dinamiche che attraversa la mente umana, combattuta tra la speranza e lo sconforto, con cui si dimena contro quel brutto male ancora troppo spesso irreversibile.

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