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Nadia Toffa, truffatori con un finto testamento: chiedevano soldi ai parroci bresciani

Sono passati già due mesi dalla scomparsa di Nadia Toffa, amata conduttrice italiana, ma c’è chi, senza scrupoli, ha sfruttato questo tragico evento per trarne vantaggio. Un gruppo di truffatori contattavano i parroci, spacciandosi per collaboratori di studi notarili ed esecutori del testamento della conduttrice. Lasciavano quindi intendere ci fosse un ingente lascito a favore della chiesa, ma chiedevano un anticipo di due o tremila euro. Fortunatamente, i sacerdoti insospettiti da questa richiesta hanno allertato le autorità.

Nadia Toffa: la scomparsa

Lascia di stucco sapere che ci sono persone, senza alcun ritegno, pronte a sfruttare un tragico evento per proprio tornaconto. La storia di Nadia Toffa è nota a tutti: l’inviata delle Iene ha combattuto a lungo contro il tumore, ma purtroppo solo pochi mesi fa ha smesso di lottare. Una vicenda che ha spezzato il cuore non solo di amici e familiari, ma un po’ di tutti noi. La forza con cui ha affrontato la malattia dovrebbe essere da esempio. Nonostante questo i truffatori non si sono lasciati perdere l’occasione e spacciando un finto testamento della conduttrice andavano a chiedere soldi ai sacerdoti di Brescia.

nadia toffa


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La truffa del testamento

La modalità dei truffatori, secondo quanto riportato dal Giornale di Brescia, era sempre la stessa. I sacerdoti venivano contattati da uno dei complici, che si presentava come dipendente di uno studio notarile cittadino e sosteneva di essere l’esecutore testamentario delle ultime volontà di Nadia Toffa. I criminali lasciavano quindi intendere che la Iena avesse disposto un ingente lascito a favore della chiesa, ma chiedeva un anticipo di due o tremila euro da parte del parroco per avviare il procedimento. In tutta questa prassi qualcosa non portava. I sacerdoti insospettiti hanno chiamato gli studi notarili indicati.

In breve si è così chiarito che i professionisti citati dai truffatori non avevano nulla a che vedere con l’accaduto ed è scattata la denuncia ai carabinieri. I militari si sono subito messi  sulle tracce dei criminali, a partire dall’analisi dei tabulati telefonici. Le utenze usate per contattare i sacerdoti potrebbero infatti condurre agli autori del raggiro.

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