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Nanni Moretti compie 62 anni: un godibilissimo intellettuale dei nostri tempi

I 62 anni di Nanni Moretti: regista, sceneggiatore, produttore e attore romano, nato accidentalmente a Brunico perché i suoi genitori si trovavano in vacanza, offrono l’occasione per tirare le somme di una carriera – sicuramente ancora in divenire – molto interessante e coraggiosa nel panorama della cinematografia italiana. Aver fatto di sarcasmo e ironia stridente il proprio marchio di fabbrica non ha certo aiutato Nanni, che muove i primi passi nel cinema negli anni Settanta, ad essere un artista nazional popolare; ad acuire la distanza con il grande pubblico ci si è messo senza dubbio anche l’impegno politico che, oltre ad averci regalato momenti memorabili fra cui le ire di Emilio Fede, lo ha reso un simbolo dell’intellettuale di sinistra.

L’Italia, si sa, per quanto ci si impegni e si mostrino buone intenzioni, resta sempre un pochino provinciale, con quell’affezione cronica verso il rassicurante modello sordiano dell’italiano medio che sdogana tic, nevrosi e miserie comuni senza pungere dove fa davvero male. Moretti, invece, punge eccome; indulgendo probabilmente in una certa sgradevolezza: non è un caso che proprio con Sordi entrò in polemica. Ma non è questo il ruolo dell’arte? Smantellare, decostruire, infilzare e poi affondare per ripartire? Come mai i maggiori Festival cinematografici europei sistematicamente premiano Moretti tenendolo in grandissima considerazione mentre in patria, tranne sparuti gruppi adoranti, Moretti pare quasi fare parte di un’oasi protetta ma defilata?

Ecce bombo, Palombella Rossa, Bianca, La stanza del figlio, Il caimano, Habemus Papam sono stati probabilmente i suoi maggiori successi di pubblico senza contare le partecipazioni esclusivamente attoriali a film in cui non si trova a vestire anche i panni di regista. Prolifiche e di lunga durata le collaborazioni con alcuni attori quali Silvio Orlando, Margherita Buy, Laura Morante e Mauro Fabretti. E per chiudere una sua frase, pronunciata davanti alla tv mentre guardava un dibattito politico tra Massimo D’Alema e Silvio Berlusconi, che riassume perfettamente le condizioni della sinistra italiana contemporanea:D’Alema, di’ una cosa di sinistra”.

 

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