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Napoleone Bonaparte: 5 cose che (forse) non sai sul condottiero francese nato oggi

Napoleone Bonaparte, politico e generale, fondatore del Primo Impero francese, viene ricordato come l’«uomo del destino». Lui così significativo per le sorti di Parigi e dintorni, per il nuovo assetto politico dato all’Europa, per le sue campagne militari, ma anche scientifiche. Napoleone nasce ad Ajaccio (in Corsica) il 15 agosto 1769 (249 anni fa) e muore a Sant’Elena, isola dove era stato esiliato, il 5 maggio 1821. Per tale occasione il milanese Alessandro Manzoni ha composto una delle odi più famose della letteratura. Eppure attorno alla figura del condottiero più acclamato di tutti i tempi sono state costruite non poche menzogne. Qualcuno ha ironizzato sulla sua statura, qualcun altro sul presunto furto della Gioconda e poi c’è chi non ne ha mai riconosciuto le qualità di innovatore e sperimentatore. Scopriamo insieme 5 curiosità su Napoleone Bonaparte.

Era francese o italiano?

Chiariamolo una volta per tutte: Napoleone era francese, ma di origini italiane. I Buonaparte vantavano, difatti, nobili origini toscane, benché si fossero trasferiti in Corsica, allora genovese, già nel 1567. Lo stesso Napoleone scrisse: «Io sono italiano o toscano, piuttosto che còrso». Ovviamente conoscere la lingua italiana gli tornò utile. Come già si è detto Napoleone nacque in Corsica nel 1769 ma l’isola era stata ceduta dalla Repubblica di Genova alla Francia nel 1768, poco più di un anno prima che Napoleone venisse al mondo. Dunque non ci sono dubbi: lo stesso Napoleone per «uniformarsi» alla langue francais scelse di modificare il suo cognome: da Buonaparte divenne Bonaparte. 

Era davvero così basso?

Nell’immaginario collettivo, non si capisce bene perché, Napoleone Bonaparte è rappresentato come una sorta di «nano» in divisa. Una rappresentazione, se vogliamo né veritiera né fallace. Il generale francese, infatti, non era certamente un gigante, ma secondo alcuni storici raggiungeva 1.68 centimetri. Una statura che a dire il vero era ben più alta della media dell’epoca. Per il grande schermo fu interpretato da Marlon Brando, alto 1.75. Senza contare poi che i francesi non spiccano in tal senso: Nicolas Sarkozy, ex presidente, sfiora 1.65 appena, e Christian Claver, celebre attore comico è alto 1.67. Così, tanto per fare dei nomi.

Era superstizioso?

Napoleone non era particolarmente superstizioso. Vero è però che ad alcune dicerie prestava ascolto. Ad esempio si teneva alla larga dai gatti neri, che come ben si sa sono considerati presagio di sventura. Non soffriva però assolutamente di ailurofobia (paura dei gatti), come a lungo si è erroneamente pensato.

Appassionato di storia e scienze?

Ebbene sì, Napoleone non solo ha fatto la storia, ma amava anche studiarla. Se oggi conosciamo l’antica civiltà egizia lo dobbiamo alla Campagna d’Egitto, da lui condotta tra il 1798 ed il 1801.Proprio durante la conquista del paese nordafricano, infatti, il capitano Pierre-François Bouchar scoprì la famosa Stele di Rosetta (una tavola in cui accanto alla lingua egizia c’è quella greca) che ha consentito agli studiosi di decifrare i misteriosi geroglifici. Ma Napoleone era anche un appassionato di tecnologia e scienze. È proprio grazie a lui se oggi possiamo mangiare cibo in scatola. Fu durante le campagne napoleoniche che lo si cominciò a sperimentare. Il pasticciere Nicolas François Appert ideò, infatti, un metodo di cottura del cibo in vasetti di vetro a chiusura ermetica. Un’idea che fruttò ad Appert 12 mila franchi e la gratitudine del futuro imperatore.

Perché nei ritratti ha sempre la mano nel gilet?

A scuola ci hanno a lungo fatto credere che Napoleone soffrisse di stomaco e di disturbi gastrici. Quella mano infilata nella giacca ne sarebbe un segno inequivocabile. In realtà la spiegazione è molto più semplice. Si trattava soltanto di una moda. In quegli anni, infatti, i personaggi che volevano farsi ritrarre assumevano quella posizione per incutere in chi guardava rispetto e soggezione.

Lo so, ne ho già scritte cinque, ma non voglio lasciarvi col fiato sospeso. Anche il furto della Gioconda sarebbe una bufala. Non sarebbe stato Napoleone a trafugare il dipinto di Leonardo. La Gioconda si trovava già in Francia dal 1517 ed era stato lo stesso autore a portala. Il quadro è stato acquistato successivamente dal re Francesco I. Napoleone, grande appassionato d’arte, nel 1800 avrebbe deciso di spostarlo e di appenderlo nelle stanze della moglie Josephine. Ma come dire, non è stato lui a rubarlo. L’equivoco nasce forse in virtù delle tante opere d’arte portate via durante la campagna in Italia.

Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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