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Napoli, campagna pubblicitaria shock sul femminicidio di Clendy (foto)

“Elimina tutte le tracce”. Suonerebbe normale per un cartellone pubblicitario di un panno catturapolvere, uno slogan di questo tipo. Il problema nasce quando a fare da sfondo a questo prodotto, vi sia una foto raffigurante un uomo, seduto su un letto con il suddetto panno in mano e dietro di lui, si intravedono le gambe di una donna, esanime.

pubblicità femminicidio a napoli

Ancora più inquietante è l’ombra alle spalle dell’uomo, ovvero un braccio alzato con quello che sembra un coltello, in mano. La “pubblicità che si ispira al femminicidio” che tappezza in ogni dove la città di Napoli, ha ovviamente scatenato la polemica: dapprima, quella dei passanti, infastiditi e allibiti per una campagna di così cattivo gusto, poi, a catena, quella dei media, allertati dallo stesso pubblico napoletano, e delle associazioni per i diritti delle donne e contro la violena domestica.

C’è chi ha anche cercato di giustificare la scena, parlando di adulterio: motivazione che, in ogni caso, non rende plausibile una simile scelta.
Tant’è che il Movimento Il corpo delle donne ha esplicitamente chiesto e esortato l’universo femminile a fare denuncia all’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria.

Nessuna replica ancora, però, dall’azienda produttrice del panno in questione. E nessuna rimozione dei manifesti, almeno per ora, in programma.

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