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Napoli, il quotidiano Roma in crisi: in edicola nonostante lo stato di liquidazione

La crisi dell’editoria italiana ha colpito anche la testata giornalistica più longeva del Mezzogiorno, il Roma. Quel quotidiano che fu di Achille Lauro. Il più antico tra quelli dell’ex Regno delle Due Sicilie. Da più di due anni, infatti, la testata è al centro di guai finanziari ed amministrativi che lo avrebbero portato allo stato comatoso in cui versa attualmente.

Nonostante lo stato di liquidazione, è ancora possibile trovarlo in edicola grazie allo sforzo dei suoi dipendenti e dei poligrafici. Quei giornalisti che stanno lottando da mesi attraverso contratti di solidarietà pur di non far scomparire una testata con più di centocinquanta anni di storia.

NOVITA’: La quiete dopo la tempesta? Lo si spera. Infatti, sembra che una Cooperativa sia pronta a subentrare all’attuale proprietà detenuta da Italo Bocchino (Fli). La cordata di imprenditori interessata sarebbe molto vicina al Popolo della Libertà ed avrebbe, proprio negli ultimi giorni, commissionato una Due Diligence per ottenere informazioni sull’esatto stato di “salute” in cui verserebbe il Quotidiano.

“Facce da Roma”, l’iniziativa per salvare il quotidiano Roma sui social network. Nella foto Giordano, sindaco di San Giorgio a Cremano (Na)

Il progetto prevede un restyling e l’uscita in edicola, a stretto giro di posta, con un format del tutto nuovo.

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Il “Roma”, una storia senza fine
Il giornale che avete tra le mani non è lo stesso di sempre. Questo numero non è uguale a quelli che lo hanno preceduto. Oggi comincia una nuova sfida per il “Roma”, per le donne e gli uomini che lo realizzano, per i tanti lettori che fedelmente ci seguono. Dopo 150 anni di storia, il quotidiano più antico del Meridione d’Italia si è trovato in un gravissimo stato di crisi. La società editrice ha tentato in vario modo di far fronte alle difficoltà economiche, causate in parte dalla generale crisi della stampa e del mercato pubblicitario, in parte dal venire meno di contributi pubblici. Ma non ce l’ha fatta. Da ieri ha cessato le pubblicazioni ed è andata in liquidazione. Tuttavia il “Roma” oggi è ancora in edicola, grazie al sacrificio personale ed agli sforzi sovraumani di giornalisti e poligrafici. I dipendenti hanno prima fatto fronte ad un lungo periodo di contratti di solidarietà, per evitare licenziamenti riducendo le retribuzioni di tutti. Da ultimo si sono trovati per molti mesi persino senza stipendio, continuando tuttavia a lavorare come sempre, con immutato spirito di servizio nei confronti dei lettori che ogni giorno, andando in edicola a comprare una copia del “Roma”, rinnovano il tacito patto che li unisce a noi in una ideale grande famiglia. Oggi, per far fronte alla chiusura della precedente società editrice, i dipendenti hanno deciso di costituire la “Società Cooperativa Nuovo Giornale Roma” che da questo numero edita il giornale. La nave è salva, ma la tempesta non è ancora finita. Siamo di fronte ad una sfida immane. Non è la prima volta per il nostro giornale che è passato, nel corso della sua lunga storia, attraverso numerose chiusure e rinascite. L’ultima, nel 1996, ad opera del compianto Pinuccio Tatarella che riuscì a riportare in edicola il “Roma” dopo anni di fermo. È con lo stesso spirito che contraddistingueva Pinuccio, ottimista e visionario, che affrontiamo questa nuova sfida. La vinceremo? Saremo insieme a deciderlo, noi dipendenti e voi lettori. Abbiamo alle spalle una grande storia, cerchiamo assieme di costruire un grande futuro.
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