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Napoli news, Mouhmadou denuncia la Camorra: “Io obiettivo della sparatoria, vi spiego come funziona”

Cambiare è possibile. E a testimoniarlo, questa volta, è Mouhmadou, un giovane di quasi 36 anni che si è presentato spontaneamente nella questura di Napoli il 9 gennaio 2017, come riporta La Repubblica. Il motivo? Denunciare la sparatoria e raccontare il movente che ha spinto la Camorra ad aprire il fuoco al mercato in cui sono rimasti feriti tre connazionali e una bambina italiana di dieci anni. Mouhmadou è un profugo: viene da Pikine, Senegal. Da poco più di un mese lavora come ambulante nel mercatino della Maddalena. Vende giubbini e altri capi d’abbigliamento. Non è munito di licenza commerciale – come scrive La Repubblica – in tasca ha un permesso di soggiorno provvisorio rilasciato in attesa che venga accolta la domanda di asilo politico.

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“Sono molto probabilmente io l’obiettivo della sparatoria – racconta Mouhmadou agli inquirenti che indagano – e vi racconto perché.” Il giovane ambulante ha detto di no alla Camorra. Uno “sgarro” che non poteva passare senza conseguenze: “Tre giorni prima della sparatoria – racconta Mouhmadou – si era presentato da me un giovane con cappuccio e volto travisato. Mi aveva chiesto di pagare 20 euro a settimana per poter stare nella piazza e vendere liberamente. Mi sono rifiutato di pagare, così come ho fatto nelle precedenti settimane, quando sempre una sola persona con il volto coperto da sciarpa e cappuccio si è presentata da me per costringermi a pagare la medesima somma di denaro.”

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Poi, dopo aver raccontato come sia andata il 4 gennaio 2017, Mouhmadou fa chiarezza su come funzioni il mercatino nel cuore di Napoli. “Nel mercatino della Maddalena quasi tutti gli ambulanti sono costretti a pagare una quota settimanale alla camorra per poter lavorare senza fastidi.” Secondo quanto riportato da La Repubblica, il racconto del giovane ambulante prenderebbe in esame anche le somme: “La cifra varia tra i 20 e i 70 euro a seconda delle dimensioni e del luogo in cui è posizionata la bancarella.”

Il testimone aggiunge che anche i commercianti italiani devono pagare alla camorra e ricorda di essere stato messo in guardia sin dal suo arrivo nel mercatino della Maddalena sui rischi collegati alla pressione della criminalità organizzata e anche sul mutamento degli equilibri criminali che proprio in quei giorni si stava registrando nella zona. “Altri miei connazionali mi avevano anticipato che, proprio in corrispondenza dell’inizio della mia attività, il 5 dicembre 2016, nel mercatino della Maddalena girava voce che era subentrato un nuovo gruppo a cui versare il denaro”.

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