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Napolitano spinge verso un esecutivo di scopo

Già all’indomani delle elezioni, la difficile situazione politica che si profilava all’orizzonte ha fatto salire i tassi d’interesse, provocando la fuga degli investitori, l’innalzamento dei rendimenti e il ritorno dello spauracchio debito pubblico. In una parola è tornato lo spread, il mostro che, durante il governo tecnocratico, si è cercato di ammansire con ogni mezzo lecito disponibile.

Se le  elezioni fossero andate diversamente, con l’affermazione di un’unica coalizione, il nuovo esecutivo avrebbe avuto la strada spianata perchè , si dica quel che si vuol dire, ma il governo di Mario Monti qualche risultato positivo in termini di sicurezza finanziaria e pareggio di bilancio lo aveva pur prodotto.

Le elezioni sono andate come sappiamo e ora è difficile sbrogliare la matassa. Nel marasma delle soluzioni prospettate, “governissimo”, “governino”, esecutivo di scopo, ritorno alle urne, la strada è, ancora una volta, indicata da Napolitano, che spinge verso la stabilità. Tralasciando l’ipotesi improbabile di un ritorno alle urne, per cui si dovrebbe attendere l’insediamento del nuovo presidente della Repubblica, con tutti i rischi connessi e devastanti legati ad una situazione di vuoto politico e attesa l’improbabile formazione di un governo di larghe intese PD-PDL, il discorso ruota attorno a due cardini sistematici: un governo di minoranza che cerca i voti in senato di volta in volta oppure un esecutivo di scopo.

Di ritorno dal suo viaggio in Germania, in cui Napolitano ha difeso di petto e a testa alta la dignità del popolo italiano, esigendone rispetto incondizionato, il richiamo a “misura, realismo e senso di responsabilità” rivolto alle forze politiche è stato secco ed inequivocabile.

In questa direzione il Presidente ha bocciato l’ipotesi di un governo di minoranza che, continuamente sottoposto ai ricatti del movimento di Grillo, provocherebbe la paralisi politica. Ipotesi, peraltro, questa,  difficilmente realizzabile se si guarda alle paventate intenzioni del M5S di non concedere la fiducia parlamentare.

La soluzione alternativa e intermedia, nelle logiche di Napolitano, sembra quella di un accordo politico-parlamentare per un esecutivo di scopo, guidato da una personalità istituzionale illustre , il cui fine sarebbe unicamente quello di traghettare il Paese verso una nuova campagna elettorale, garantendo, al contempo, l’adempimento delle politiche finanziarie e comunitarie.

 

Written by Ennio Lo Chiatto

Nato ad Avellino il 9 aprile del 1981, background giuridico e grande interesse per la geopolitica e la politica internazionale. Appassionato di nuoto e arti marziali, con l'hobby del pianoforte, quando possibile scappa dal rumore della città per cercare il contatto con la natura selvaggia. L'esperienza gli ha insegnato che nella vita si vince e si perde ma l'importante è dare sempre il massimo. Per Urban Post scrive soprattutto di attualità internazionale.

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