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Nardò, seviziata e violentata dal compagno: video shock mentre ingoia escrementi

Si trovano a fatica le parole per descrivere l’incubo vissuto tra le mura domestiche da una donna di 42 anni, torturata, violentata ed umiliata in ogni modo dal suo compagno, Alexei Florea, 31enne rumeno.

La notizia è di ieri mattina, come riporta LeccePrima, ma solo poco fa è stata divulgata: il fatto è accaduto a Nardò (Lecce), la donna si è presentata in commissariato, dove è arrivata scalza e ancora sconvolta, e ha raccontato cosa è stata costretta a subire: torture e umiliazioni fisiche e psicologiche, abusi e maltrattamenti da parte del suo compagno, che ora è in stato di fermo con le accuse di violenza carnale, riduzione in schiavitù e sequestro di persona.

Lei separata e madre di due figli, che si trovano in Romania, aveva intrapreso la relazione con il suo connazionale nell’agosto 2015, disoccupato, più giovane di lei e con l’hobby delle arti marziali, l’uomo collabora saltuariamente con una palestra. Un legame idilliaco presto trasformatosi in orrore, fatto di maltrattamenti, vessazioni e soprusi indescrivibili. Una storia di degrado e violenza che di mese in mese è culminata in pestaggi domestici, che hanno lasciato solo spazio alle minacce di morte – “Tu non hai diritto di vivere. O ti prostituisci, o ti butto in mare” le diceva l’uomo – e da cui la vittima è riuscita a liberarsi solo ieri mattina all’alba, per correre, semivestita, a denunciare tutto alle forze dell’ordine.

La donna ha provato a raccontare l’orrore che le è stato inflitto per mesi: Alexei Florea l’avrebbe violentata, lasciandole cicatrici indelebili sul corpo. Dopo averle rasato i capelli per umiliarla, le avrebbe orinato addosso, e sarebbe arrivato addirittura a somministrarle psicofarmaci per stordirla ed approfittare ulteriormente di lei. E poi un video, avrebbe filmato l’ennesima sconcertante umiliazione alla sua donna: dopo aver defecato su un piatto, l’avrebbe costretta a mangiare i suoi escrementi, per poi inviare quel filmato shock ad un uomo, da lui considerato “un rivale” in ‘amore’.

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