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Nasceva oggi Herman Melville, il papà di “Moby Dick”

Herman Melville è stato uno degli scrittori americani più significativi del secondo Ottocento. È stato anche poeta e critico letterario di spicco. Per molti il suo nome è legato soltanto a Moby Dick, la famosa balena bianca dell’omonimo romanzo che tanto ossessionò il Capitano Achab e la sua ciurma.

Chi è Herman Melville?

Nasce a New York il primo agosto 1819. A stimolare la sua creatività è stato senza dubbio il padre, abile commerciante, che mai si stancava di affascinarlo con i suoi racconti di viaggio. Un tracollo finanziario e la bancarotta dichiarata dal padre stesso nel 1830 segnano l’adolescenza del giovane Herman. Alla morte del padre, avvenuta lo stesso anno, Melville si trasferisce con i suoi sette fratelli al villaggio Lansingburgh, lungo il fiume Hudson. Per mantenere la famiglia questi lascia la scuola e si cimenta in tanti lavori: dapprima nell’azienda dello zio, poi al negozio del fratello più grande, infine come insegnante. La svolta arriva nove anni dopo: Melville si imbarca su una nave diretta a Liverpool come marinaio. Al periodo inglese appartiene la sua opera d’esordio Redburn: il suo primo viaggio (1849). La sua attività di marinaio, che ha ispirato il suo capolavoro, Moby Dick, prosegue ininterrotta fino al 1844. Da lì in poi deciderà di dedicarsi interamente alla scrittura e alla famiglia. Dal matrimonio con Elisabeth Shaw sono nati quattro figli. Tra i suoi libri più importanti ricordiamo anche Bartleby lo scrivano e Pezzi di battaglia. Melville si spegne il 28 settembre 1891 nella sua città natale.

Il successo di Moby Dick.

Scritto nel 1851, il romanzo Moby Dick viene pubblicato per la prima volta in Italia soltanto nel 1932, grazie ad una superba traduzione di Cesare Pavese (oggi pubblicata dalla Casa editrice Adelphi). L’opera è dedicata a Nathaniel Hawthorne, caro amico di Melville. Ad ispirare l’autore sono state non solo le sue esperienze per mare, ma due fatti di cronaca: l’affondamento della baleniera Essex, a seguito di uno scontro con un capodoglio, e l’uccisione di un capodoglio maschio Mocha Dick al largo di un’isola cilena. Stando al racconto dell’esploratore N. Reynolds che firmò l’articolo prima di essere catturato Mocha Dick è stato capace di sfuggire all’assalto dei suoi cacciatore per ben trent’anni. Il romanzo, al contrario, si sviluppa nell’arco di soli tre anni. Moby Dick è molto più che un libro d’avventura, un testo complesso, metafora della vita stessa. Confrontarsi con la balena vuol dire fare i conti con le proprie paure e ossessioni, rappresenta l’eterna sfida dell’uomo contro la natura.

Curiosità

  • In onore suo a un cetaceo del miocene, vicinissimo ai moderni capodogli, è stato dato il nome di Leviathan melvillei.
  • Quando nel 1851 Moby Dick viene pubblicato riceve una tiepida accoglienza. Il romanzo viene rivalutato soltanto quarant’anni dopo, alla morte dell’autore.
  • Nel 2012 Google dedica uno splendido doodle a Moby Dick, proprio per ricordare i 161 anni dalla sua pubblicazione.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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