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Natale per celiaci: panettone senza glutine e tanto altro

Non c’è Natale senza panettone. Per non parlare di struffoli, torrone ed altri dolci tipici regionali. Tutte cose che, nella maggior parte dei casi contengono glutine e sono vietati a chi soffre di celiachia.

Cena natalizia

Sono in tanti i cibi che contengono glutine, utilizzati a tavola nei periodi di festa. Non solo i dolci. Tuttavia, da tempo supermercati e catene di produzioni alimentari si stanno adeguando a questa sempre maggiore necessità nelle abitudini alimentari degli italiani. Un esempio più che simbolico è la facilità con cui si può acquistare panettoni gluten free. Ma anche pandori, e tanti altri prodotti tipici natalizi.

Un aiuto ci viene anche dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC) che ha pubblicato un prontuario con tante utili indicazioni su come orientarsi nell’acquisto di prodotti per celiaci, le attenzioni e le modalità di lettura delle etichette degli alimenti, e la scelta di ciò che può andare bene o no. Ad esempio, la frutta secca ha il semaforo verde, purché non sia “elaborata” e ancor meno non abbia qualche forma di glassa. Semaforo verde anche per vino, grappa e altri distillati in generale. Semaforo giallo, invece per liquori e amari, che potrebbero essere stati aromatizzati con prodotti a base di glutine.

Anche insaccati e cotechino richiedono particolare attenzione. Sono comunque prodotti elaborati nella loro lavorazione. Meglio controllare bene l’etichetta. Far riferimento soprattutto a marche già “rodate” nel settore del gluten free. Nel dubbio, meglio evitare! Ma una buona notizia ci viene anche dai ristoratori. Già, perché se Natale si è soliti passarlo a casa, il cenone di capodanno si preferisce andare fuori. Magari usufruendo di un pacchetto vacanze di pochi giorni in qualche località tipica.

etichetta

In ogni caso, sono più di 2000 tra strutture alberghiere e ristoranti nel nostro Paese ad essersi attrezzati per accogliere ai loro tavoli anche clienti celiaci. Ma anche pizzerie e perfino gelaterie. A confermarcelo è Paola Fagioli, presidente di AIC per il Lazio che sottolinea come oggi, rispetto al passato verso chi soffre di celiachia “c’è una maggiore attenzione, anche da parte delle grandi aziende, che mettono a disposizione diversi prodotti“.

D’altronde, non potrebbe essere altrimenti, visto che il mercato dei cibi senza glutine realizza un fatturato di oltre 150 milioni di euro all’anno in Italia, e che ogni 12 mesi ai già 130 mila celiaci conclamati se ne aggiungono altri 10 mila. Un numero che è fortemente sottostimato rispetto alla realtà, che vedrebbe la cifra esatta di circa 600 mila casi effettivi, spesso diagnosticati come generiche intolleranze alimentari.

Come sempre, un utile supporto è rappresentato anche da Internet, dove è possibile trovare elenchi dettagliati su cibi e ristorazioni con il marchio gluten free. Così, anche a tavola possiamo augurare Buone Feste a tutti!

Nato lo stesso anno in cui l'uomo sbarcò sulla Luna, l'autore ha intrapreso, all'inizio della propria adolescenza, gli studi scientifici, conseguendone la maturità verso la fine degli anni '80. Da oltre 20 anni ha incominciato a lavorare nel campo dell'ICT, senza trascurare il proprio impegno in diverse attività sociali (in Croce Rossa, presso la Mensa don Tonino Bello e come educatore in Azione Cattolica).

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