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Nati i gemelli dello scambio di provette al Pertini di Roma: registrati all’anagrafe

Una vicenda unica al mondo. Sono nati i gemelli frutto dello scambio di provette di embrioni avvenuta all’Ospedale Pertini di Roma lo scorso autunno. I genitori gestanti, ovvero la mamma che li ha tenuti in grembo ed il marito, li hanno registrati all’anagrafe. Un passaggio fondamentale perchè per la legge italiana ora i piccoli sono legalmente figli loro. Ma i genitori genetici protestano: avevano diffidato gli uffici anagrafe a formalizzare la registrazione dei nati. Di chi sono i figli? Come potete immaginare, la vicenda continuerà a scatenare polemiche e pareri opposti. Proviamo a fare chiarezza.

ospedale pertini di roma

Da una parte abbiamo una coppia che, lo scorso autunno, si fa prelevare ovuli perchè ci sia una inseminazione in vitro. Sono i genitori genetici. Al centro abbiamo l’ospedale che ospita la procedura, il Pertini di Roma. Dall’altra una coppia, anch’essa in attesa di inseminazione. Ma all’ospedale qualcosa va storto e alla mamma della seconda coppia rimane incinta degli ovuli dai genitori genetici. A questo punto scatta la battaglia legale sul riconoscimento: chi sono i “veri” genitori? Ovviamente nulla si può davvero fare finchè i gemellini non nascono dalla mamma gestante. Il 3 agosto (la notizia è stata data solo questa mattina da La Stampa) i due piccoli vengono alla luce con un certo anticipo: ma il passo fondamentale è la registrazione dei gemelli all’anagrafe. Per la legge italiana, infatti, i figli risultano della coppia che li ha avuti in gestazione e li ha registrati.

Una vicenda sulla quale è intervenuto anche il Consiglio nazionale di bioetica che si è espresso in questi termini: che entrambe le coppie di genitori “siano in grado di accedere alla dimensione della responsabilità nei confronti dei nati, anche con la garanzia giuridica di non esclusione (esempio diritto di visita)”. I bambini dovranno “conoscere le proprie origini (modalità di concepimento e di gestazione), attraverso una consulenza e un sostegno appropriati”. Per i genitori genetici è una vera beffa: oggi ci sarebbe stata la prima udienza sulla vicenda dello scambio di provette al Pertini di Roma, con la richiesta di non iscrizione all’anagrafe dei bambini. La battaglia legale, però, andrà avanti.

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