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Nave Aquarius sequestrata: cosa sappiamo finora sul caso

Il GIP di Catania Carlo Cannella, su richiesta del procuratore Carmelo Zuccaro, ha disposto il sequestro della nave Aquarius di Msf e SOS Mediterranee, ferma da settimane nel porto di Marsiglia, con l’accusa di smaltimento illecito dei rifiuti nei porti siciliani. Sequestrati anche alcuni conti bancari di Msf. Secondo la Procura in 44 sbarchi negli ultimi due anni e mezzo sarebbero state smaltite illecitamente 24 tonnellate di rifiuti pericolosi, con un risparmio di costi di 460.000 euro. Ventiquattro le persone indagate, tra questi tutti i capi missione di Msf che si sono avvicendati alla guida degli equipaggi sulla nave Aquarius.

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Ecco cosa si smaltiva illegalmente

Secondo la procura di Catania la nave Aquarius smaltiva illegalmente rifiuti di tutti i tipi e sopratutto quelli speciali, che richiedevano un costo di smaltimento più alto. Tra i rifiuti vi erano anche i vestiti degli immigrati appena sbarcati, indumenti che andrebbero smaltiti come rifiuti speciali perché potenzialmente infetti da malattie come scabbia, HIV e tubercolosi. Le indagini sono state affidate alla Guardia di Finanza, dallo Sco della polizia ad alla mobile di Catania che si sono avvalsi di intercettazioni telefoniche, telematiche, ambientali e video, nonché dell’analisi di documentazione marittima, sanitaria e commerciale. Da alcune email e da intercettazioni telefoniche tra esponenti di Msf e gli agenti marittimi indagati è venuto fuori che non è mai stata predisposta alcuna procedura speciale per questi tipi di rifiuti pericolosi per la sanità pubblica. Lo smaltimento dei rifiuti era realizzato da un’azienda locale che, secondo gli inquirenti, offriva un servizio di smaltimento a prezzi concorrenziali grazie al quale avrebbe triplicato il suo giro d’affari passato dai 45 mila euro del 2014 ai 140 mila euro del 2016.

Ecco cosa dice la Msf a sua difesa e cosa ha twittato Salvini a riguardo

Gli avvocati di Msf hanno già impugnato il provvedimento di sequestro davanti al tribunale del Riesame. Gabriele Eminente, direttore generale di Msf Italia ha dichiarato «Abbiamo sempre seguito le procedure standard previste nei porti e le autorità competenti non hanno contestato queste procedure né individuato alcun rischio per la salute pubblica da quando Msf ha avviato le attività in mare nel 2015. Siamo pronti a chiarire i fatti e a rispondere delle procedure che abbiamo seguito ma riaffermiamo con forza la legittimità e la legalità della nostra azione umanitaria. L’unico crimine che vediamo oggi nel Mediterraneo è lo smantellamento totale del sistema di ricerca e soccorso». A tutto questo non poteva mancare la risposta lampo del premier Salvini il quale ha commentato la vicenda della nave Aquarius con un Tweet in cui ha scritto: “Ho fatto bene a bloccare le navi delle Ong, ho fermato non solo il traffico di immigrati ma da quanto emerge anche quello di rifiuti. #Portichiusi”.

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