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Nave Diciotti ferma in porto a Catania con 177 migranti a bordo: per Salvini non può attraccare

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, secondo quanto appreso da fonti del Viminale, non ha dato né darà alcuna autorizzazione all’attracco della nave Diciotti nel porto di Catania finché non avrà certezza che i migranti a bordo andranno altrove. Lo riferisce un’Ansa di poco fa, confermando lo scontro – ormai aperto – tra Guardia Costiera e Viminale. La Diciotti obbedendo alle regole del mare ha soccorso i migranti e si è portata verso un porto del suo paese. Ma che una nave militare italiana non possa attraccare in un porto italiano è una scelta senza precedenti nella nostra storia.

Ma Matteo Salvini non ha alcuna intenzione di cedere. E sui numeri bacchetta gli altri stati europei. «Sull’accoglienza dei migranti l’Unione Europea non rispetta i patti, non c’è  – dice Salvini spiegando che dei 450 immigrati sbarcati a luglio a Pozzallo «solo la Francia ha mantenuto l’impegno, accogliendone 47 sui 50 promessi». Stavolta il gioco è di squadra, compatto. Mentre il Ministro dei trasporti Toninelli si affretta a difendere il lavoro della Guardia Costiera, sottolineando che «i valorosi uomini della guardia costiera hanno compiuto il proprio dovere», il Ministero degli Esteri fa sapere in una nota di avere “formalmente investito della questione la Commissione europea, affinché provveda a individuare una soluzione in linea con i principi di condivisione tra gli Stati membri dell’Unione Europea”. Per il momento, però, la comunicazione del Ministro Moavero Milanesi non ha avuto risposta alcuna.

Nave Diciotti è arrivata ieri alle 23.30 circa nel porto di Catania con 177 migranti soccorsi al largo di Lampedusa. Sulla nave della Guardia Costiera italian ci sono diversi minorenni e 28 di questi, secondo Save the Children, sarebbero non accompagnati. «Le persone a bordo – denuncia la portavoce dell’Unhcr Carlotta Sami – hanno subito abusi, torture, sono vittime di tratta e traffico di esseri umani. Hanno bisogno urgente di ricevere assistenza e diritto a chiedere asilo. Un diritto fondamentale, non un crimine». Anche la Guardia Costiera, pur solo tramite le rappresentanze sindacali, fa sentire le sua voce sulla vicenda. «É incomprensibile. Anche imbarazzante. La nave Diciotti è una nave militare dello Stato italiano e le viene impedito di ormeggiare in un porto italiano!». Sono le parole del primo luogotenente Antonello Ciavarelli, delegato Cocer della Guardia Costiera italiana, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. «Ci sono tanti colleghi che in questi giorni mi stanno scrivendo per esprimere disagio –  ha aggiunto il militare – Sui social ci stanno attaccando: attaccano la Guardia costiera, ci sono richieste al governo di destituire il comandante generale, l’ammiraglio Giovanni Pettorino. Paragonano la nave Diciotti a quella di una Ong, il nostro operato a quello degli scafisti. Sono attacchi ingiusti…».  (foto: Twitter @Rainews)

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Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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