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Nazionale italiana, Conte: “Aspetto risposte da Zaza e Immobile, ci manca un grande centravanti”

La partita di domani, Antonio Conte, la considera tutto fuorché un amichevole e vuole vedere una grande prova da parte della sua Nazionale italiana per capire su chi continuare a puntare per il futuro. L’ex allenatore della Juventus, ancora imbattuto da quando è il ct della Nazionale, ha parlato ai microfoni del match contro il Portogallo privo di Cristiano Ronaldo e della situazione in cui si trova la sua Italia attualmente e nelle speranze che nutre nei confonti di Zaza e Immobile. Queste le sue parole:

“Non vedo la differenza rispetto ad una gara ufficiale: i miei giocatori sanno quanto a prescindere io detesti la parola sconfitta e voglio che capiscano la differenza fra vincere e non vincere, che ci siano in palio i tre punti oppure no”. In ogni caso, non è stato un anno qualunque: “Molto diverso da tutti i precedenti: non mi do un voto, ma so di aver lavorato duro come sempre. Fare il c.t. significa poter vedere la squadra solo in modo saltuario. Domani sarà appena la mia decima partita, e un po’ mi fa strano, ma a questo punto ho preso coscienza sotto tutti i punti di vista di ciò che significa il mio ruolo, nel bene e nel male. Come mi sento io conta poco, ormai ho metabolizzato quello che mi si chiede: poche chiacchiere e tanto lavoro, incanalo tutte le mie energie lì, per far parlare i fatti”.

Ha parlato anche della sua posizione all’interno della Nazionale, spiegando che non gli è mai sfiorata l’idea di lasciare l’incarico: “Non sono mai stato sfiorato dall’idea di lasciare. Chi mi conosce bene sa che pretendo chiarezza in tutte situazioni, dunque qualcuno può averlo pensato, ma anche se ci sono stati momenti difficili ho sempre avuto ben presente l’impegno preso con chi mi ha voluto e il popolo italiano”.

“È un momento di cambio generazionale: non c’è il grande centravanti che c’è sempre stato, e anzi a volte ce n’era anche più di uno. Io penso che i successi arrivano sempre per merito del gruppo: qualità e talento servono, ma si esaltano nell’organizzazione della squadra, è difficile che succeda il contrario. Detto questo, spero nella prossima stagione di poter avere belle risposte da Zaza e Immobile, vediamo come si riprenderà Rossi e che segnali mi darà chi quest’anno non è stato protagonista (forse Balotelli?): le porte della Nazionale sono sempre aperte”.

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