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‘Ndrangheta a Reggio Calabria, l’appello a Nicola Gratteri: “Le regaliamo i nostri ulivi”

A Reggio Calabria l’ennesima intimidazione ad opera della ‘ndrangheta si è conclusa con un appello disperato al pm antimafia Nicola Gratteri: è Francesco Calabrò – insieme a tutta la sua famiglia, che è proprietaria di un appezzamento di uliveti a Gerace – a voler regalare le terre al magistrato, piuttosto che a vederle in mano alla criminalità organizzata.

appello alla giustizia dopo initmidazioni 'ndrangheta

È il Fatto Quotidiano del 24 settembre 2014 a riportare l’intervista fatta a Calabrò, il ricercatore dell’Università di Reggio Calabria che si è visto incendiare per l’ennesima volta gli uliveti di famiglia: un danneggiamento che suona ancora più minaccioso, dal momento che i malavitosi non si sono fatti scrupolo ad entrare nella proprietà nonostante fosse presente il padre del ricercatore. E per l’uomo il messaggio è chiaro: la prossima volta la n’dranghetasi li ammazzerà.

Calabrò ha raccontato di aver chiamato i carabinieri, che tuttavia non sono accorsi. Un appello rivolto tanto alla magistratura quanto allo Stato: perché la ‘ndrangheta non si accontenta più delle minacce, ma punta ad occupare i terreni. E quei terreni, anche se a poco prezzo, non li vuole nessuno.

Written by Corinna Garuffi

Trentun anni, laureata in Scienze della Comunicazione, lavora da anni nel sociale. Da sempre alla ricerca di notizie inerenti al mondo del volontariato e alle opportunità offerte dell’Unione Europea, è anche appassionata di fotografia, arte e cucina. Indossa per la prima volta le vesti di blogger.

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