in ,

‘Ndrangheta, estorsioni ‘ragionevoli’ per via della crisi. Anche i Boss hanno un cuore?

La notizia è che oggi a Reggio Calabria sono state eseguite cinque ordinanze di custodia cautelare da parte della Squadra mobile di Reggio nei confronti di persone facenti parte, a vario titolo, della cosca di ‘ndrangheta degli Zindato-Borghetto-Caridi. Un duro colpo inferto a questa associazione a delinquere, dopo un’indagine durata mesi. I reati li conosciamo: estorsione aggravata ai danni di commercianti e operatori economici, favoreggiamento e ricettazione.Squadra Mobile

Ciò che stupisce è il contenuto dei pizzini che intercorrevano tra i membri della clan. Partivano dal carcere, scritti dal presunto boss Francesco Zindato e, tramite sua moglie, arrivavano al presunto reggente della cosca, Domenico Sonsogno detto “Mico Tattoo” (da cui il nome dell’operazione “Tattoo”). Tutti veicolavano un messaggio insolito: “c’è crisi non bisogna andare da chi non può pagare nemmeno le bollette”. Durante le indagini gli agenti della squadra mobile, attraverso intercettazioni ambientali, hanno individuato le attività illecite del gruppo mafioso, mettendo in luce la triste realtà delle estorsioni.

La crisi ha dunque inficiato la disumanità dei boss mafiosi? Un’insolita pietas connota questo atteggiamento che vuole estorcere ma con metodi ‘soft’, vista l’indigenza dilagante, e nel contempo garantire la sopravvivenza della clan e il suo controllo su un territorio caro e di sua ‘competenza’. Secondo quanto reso noto dal dirigente della squadra mobile, Gennaro Semeraro, “gli arrestati evitavano di usare metodi bruschi, persino dilazionando, in un caso, una tangente da ottomila euro in sedici mensilità da cinquecento euro”.

Seguici sul nostro canale Telegram

uomini e donne trono misto

Uomini e Donne anticipazioni: eliminata Tania Fiorillo?

Fashion Style, novità e protagonisti del primo talent sulla moda Made in Italy