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‘Ndrangheta in Lombardia: 24 arrestati, c’è anche il sindaco di Seregno [NOMI]

C’è anche il sindaco di Seregno Edoardo Mazza, finito ai domiciliari, tra i 24 arrestati (34 gli indagati in tutto) di un’operazione contro la ‘ndrangheta in Lombardia. I Carabinieri dei comandi provinciali di Milano, Monza e Como hanno disarticolato il “locale” di Limbiate, un gruppo criminale dedito al narcotraffico internazionale legato alle cosche di San Luca, e fatto emergere episodi di corruzione che coinvolgerebbero, oltre al primo cittadino di Seregno, un noto imprenditore della cittadina brianzola ed altri politici locali. Le ordinanze restrittive sono state firmate dal Gip di Milano, Marco Del Vecchio, su richiesta del procuratore aggiunto Ilda Boccassini, e dei sostituti della Dda Alessandra Dolci e Sara Ombra, e dal Gip di Monza, Pierangela Renda, su richiesta dei Pm Luisa Zanetti, Salvatore Bellomo e Alessandra Rizzo della procura brianzola.

‘Ndrangheta in Lombardia, 27 arrestati: proseguimento dell’indagine “Infinito”

L’operazione odierna, coordinata dalla Dda di Milano, è uno dei proseguimenti dell’indagine “Infinito” del 2010, che portò all’epoca a 110 arresti di presunti ‘ndranghetisti appartenenti ai “locali” lombardi, la struttura di base dell’associazione mafiosa che conta almeno 50 affiliati. Le nuove indagini sono partite nel 2015 dal Nucleo Investigativo del Comando provinciale carabinieri di Milano, che ha messo la lente d’ingrandimento sui partecipanti ai summit di ‘ndrangheta svoltisi nel ristorante “Il Palio” di Legnano e presso il centro anziani “Falcone e Borsellino” di Paderno Dugnano non ancora finiti nella rete con gli arresti del 2010.
Gli investigatori avevano tenuto sotto controllo le riunioni durante l’operazione “Infinito” arrivando ad identificare quelli che sono ritenuti i vertici della cosiddetta locale di Limbiate e individuando nel contempo un gruppo criminale che si occupava del traffico di grossi quantitativi di cocaina. Quest’ultimo aveva base a Cabiate, nel Comasco, e la struttura composta in maggior parte da persone originarie del reggino, di San Luca e Africo in particolare, legate a cosche di particolare spessore criminale.

‘Ndrangheta in Lombardia, 27 arrestati: il noto imprenditore e i rapporti con il sindaco di Seregno

Tra i soggetti raggiunti dalla misura cautelare degli arresti domiciliari c’è anche il sindaco di Seregno, Edoardo Mazza, 38enne avvocato civilista, coinvolto nel filone d’inchiesta della Procura di Monza su presunte interferenze dell’imprenditore edile Antonino Lugarà nelle elezioni comunali. A Mazza viene contestata la corruzione: avrebbe promesso a Lugarà lo sblocco di una pratica edilizia in cambio del sostegno elettorale. Questi secondo quanto si legge nell’ordinanza del Gip sarebbe stato “determinante” per l’elezione di Mazza, che nel 2015, ex assessore all’Urbanistica della giunta precedente, si è candidato con Fi e il sostegno dalla Lega Nord e di due liste civiche. Lo stesso imprenditore avrebbe intrattenuto rapporti con altri politici del territorio e coltivato frequentazioni e rapporti fatti di reciproci scambi di favori con esponenti della criminalità organizzata. Tra gli indagati c’è l’ex vicepresidente della Lombardia, ora consigliere regionale di Forza Italia, Mario Mantovani, già arrestato due anni fa in un’altra inchiesta, indagato per corruzione ma non gli vengono contestati reati di mafia). Da quanto si è saputo, l’accusa riguarda i suoi rapporti con l’imprenditore Antonio Lugarà, lo stesso che ha intrattenuto rapporti con il sindaco di Seregno.
Secondo gli investigatori i reati oltre che in capo al primo cittadino sarebbero da ascrivere anche ad altri esponenti politici e dipendenti del comune brianzolo, ritenuti responsabili, a vario titolo, sia di corruzione per atti contrari al proprio ufficio e di abuso d’ufficio, sia di rivelazione di notizie relative all’iscrizione nel registro degli indagati dello stesso imprenditore e di alcuni dirigenti dello stesso Comune, grazie alla complicità di un addetto all’ufficio Sdas della Procura della Repubblica di Monza. Contestualmente, è stata eseguita anche una perquisizione negli uffici del Comune di Seregno e degli ordini di esibizione di documentazione presso quelli di Senago, Arconate e presso le Asst di Pavia, Monza e Vimercate.

‘Ndrangheta in Lombardia, 27 arrestati: il ruolo di Antonio Lugarà

Il comando dei Carabinieri ha diffuso un video in cui si vedono prima a colloquio Edoardo Mazza e Lugarà, poi si sentono le intercettazioni tra lo stesso Lugarà e un consigliere di maggioranza, Stefano Gatti di Forza Italia. Infine l’intercettazione tra lo stesso Lugarà e Mazza, in cui si sente l’imprenditore dire «La prima pratica che doveva andare dopo la campagna elettorale, era la mia. La prima» e il sindaco di Seregno rispondere «Ogni promessa è debito, no?».
I tre, Mazza, Gatti e Lugarà, erano stato fotografati durante la campagna elettorale del maggio 2015, insieme a Mario Mantovani anche lui indagato, poi arrestato nell’ottobre del 2015 per tangenti nella sanità lombarda, durante un rinfresco elettorale nella panetteria Tripodi di Antonino Tripodi, arrestato nel 2010 nell’inchiesta Infinito sulla presenza della ‘ndrangheta in Lombardia e condannato per l’arsenale di armi che occultava nel suo garage

‘Ndrangheta in Lombardia, 27 arrestati:  a Cabiate (Como) la cellula dedita al narcotraffico e alle estorsioni, nomi arrestati

I trafficanti arrestati nell’operazione di oggi e i membri del gruppo che terrorizzava gli esercenti commerciali a Cantù, sono per la gran parte dei quali originari della locride tra Africo, San Luca e Montebello Jonico (Reggio Calabria) e legati da vincoli di parentela ad appartenenti a importanti cosche di ‘ndrangheta – tra cui quella di Giuseppe Morabito inteso ‘u Tiradrittu, uno dei capi storici della ‘ndrangheta nella locride, arrestato nel 2004 dopo 12 anni di latitanza. In particolare, il gruppo dedito al narcotraffico custodiva armi di vario calibro in un appartamento di Cabiate (Como), utilizzato come una vera e propria base logistica. Questo ulteriore sviluppo ha portato così a delineare la struttura dell’associazione, individuando i ruoli e le competenze dei singoli soggetti che ne farebbero parte e che si occupavano delle operazioni di acquisto dello stupefacente, stabilivano modalità, i tempi e quantitativi di droga da destinare alla vendita, partecipavano alla raccolta e al conteggio del denaro guadagnato dalla sua commercializzazione, provvedevano poi al trasporto in Calabria. Due dei destinatari del provvedimento di fermo di oggi, Domenico Staiti e Rocco Depretis, sono stati condannati con rito abbreviato il 10 marzo scorso per il tentato omicidio di Ludovico Muscatello, rampollo dell’omonimo clan egemone a Mariano Comense anch’esso già condannato per droga e associazione mafiosa, in quello che gli inquirenti hanno inquadrato come un riassetto degli equilibri tra cosche egemoni tra Mariano e Cantù.

I nomi degli indagati

1)Fortunato Calabro, classe 1966, di Cesano Maderno

2) Carmelo Mallimaci, classe 1960, di Desio

3) Giuseppe Morabito, classe 1986, di Africo

4) Domenico Staiti, classe 1973, di Cantù

5) Rocco Depretis, classe 1995, di Melito Porto Salvo

6) Giovanni Vitalone, classe 1953, di Melito Porto Salvo

7) Bruno Staiti, classe 1993, di Melito Porto Salvo

8) Emanuele Zuccarello, classe 1989, di Cermenate

9) Antonio Manno, classe 1995, di Catnù

10) Andrea Scordo, classe 1985, di Melito Porto Salvo

11) Luca Di Bella, classe 1990, di Cantù

12) Jacopo Duzioni, classe 1992, di Cermenate

13) Valerio Torzillo, classe 1994, di Cermenate

14) Edoardo Mazza, classe 1977, sindaco di Seregno

15) Giacinto Mariani, classe 1965, di Seregno

16) Antonino Lugarà, classe 1953, originario di Melito Porto Salvo

17) Stefano Gatti, classe 1966, di Seregno

18) Calogero Grisafi, classe 1954 di Seregno

19) Carlo Santambrogio, classe 1952, di Desio

20) Franco Greco, classe 1966, di Seregno

21) Antonella Cazorzi, classe 1956, di Giussano

22) Mauro Facchinetti, classe 1963, di Cesano Maderno

23) Gianfranco Ciafrone, classe 1962, di Seregno

24) Giuseppe Carello, classe 1959, di Giussano

25) Biagio Milione, classe 1970, di Carate Brianza

26) Antonio Callipari, classe 1993, di San Luca

27) Vittorio Favasuli, classe 1986, di Casignana (Rc)

28) Antonino Gattuso, classe 1984, di San Luca

29) Giuseppe Giorgi, classe 1984, di San Luca

30) Sebastiano Giorgi, classe 1977, già detenuto a Monza per altra causa

31) Federica Mariani, classe 1989, di Giussano

32) Giovanni Praticò, classe 1949, già detenuto per altra causa

33) Rosario Sarcone, classe 1969, di Rho

34) Massimo Salvatore Sculli, classe 1974, di Seregno

(ultimo aggiornamento 27 settembre 2017 alle 10:20)

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