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Nelson Mandela libero, 25 anni dopo la sua scarcerazione: simbolo di pace indimenticabile

Nelson Mandela 25 anni fa veniva liberato dalla prigionia e al mondo ancora oggi non resta altro che onorare la memoria di un uomo che è sopravvissuto ad uno dei mali più atroci dell’umanità: il razzismo, che combattè con tutte le sue forze. La sua capacità più grande è stata quella di perdonare, mettendo in campo una superiorità culturale e umana enorme, tanto da diventare un esempio per tutto il mondo, tanto da essere autore di grandi cambiamenti: “Senza il perdono, non esiste futuro”.

L’11 febbraio 1990 Nelson Mandela fu scarcerato dopo 27 anni di prigionia. Prima fu detenuto a Robben Island, chiamata l’Università, perché lì Mandela vi restò 18 anni e si laureò in legge. Dal 1982 fu rinchiuso nel carcere di Polllsmoor, dove la detenzione fu meno dura e gli fu permesso di veder,e dopo molti anni la moglie Winnie. Nel 1988 fu trasferito a Victor Verster, nei pressi di Cape Town, lì non c’erano le sbarre e Mandela poteva anche passeggiare all’interno della struttura.

Per Nelson Mandela il carcere fu una cassa di risonanza, più vi restava più cresceva la sua fama e la sua statura tra il suo popolo, un simbolo della lotta contro l’apartheid, in Sudafrica. Dopo la scarcerazione nel 1990 fu eletto presidente dell’Anc, African National Congress, movimento africano per la lotta all’apartheid. Nel 1993 è insignito del premio Nobel per la pace, mentre nel 1994 viene eletto Presidente della Repubblica del Sudafrica e capo del governo. Resterà in carica fino al 1998. Nelson Mandela testimonia un impegno politico e sociale notevole che lui stesso sintetizzò nel discorso che tenne in tribunale davanti ai giudici che poi lo condannarono alla prigione: “Sono pronto a pagare la pena anche se so quanto triste e disperata sia la situazione per un africano in un carcere di questo paese. Sono stato in queste prigioni e so quanto forte sia la discriminazione, anche dietro le mura di una prigione, contro gli africani…In ogni caso queste considerazioni non distoglieranno me né altri come me dal sentiero che ho intrapreso. Per gli uomini, la libertà nella propria terra è l’apice delle proprie aspirazioni. Niente può distogliere loro da questa meta. Più potente della paura per l’inumana vita della prigione è la rabbia per le terribili condizioni nelle quali il mio popolo è soggetto fuori dalle prigioni, in questo paese…non ho dubbi che i posteri si pronunceranno per la mia innocenza e che i criminali che dovrebbero essere portati di fronte a questa corte sono i membri del governo“.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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