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Neonata morta a Catania, Rosario Crocetta avverte: “Saranno in molti a pagare”

Chiedono giustizia i genitori della bambina nata con problemi respiratori, ieri, nella clinica privata la “Casa di cura Gibiino” di Catania, e deceduta poco più tardi perché nessuna struttura ospedaliera della città è stata in grado di darle soccorso per mancanza di posti disponibili nel reparto di rianimazione pediatrica.

“I medici dicevano che forse la bimba aveva ingoiato liquido amniotico. Ci vuole una cannula, diceva uno. E l’altro la cercava senza trovarla”, racconta, ormai impotente, il padre 30enne della piccola, Andrea Di Pietro. “Che cos’è? Negligenza, malasanità, strafottenza? Date una risposta. Che diano una risposta assessori e magistrati. E che la diano anche su questi tre ospedali di Catania dove non si trova posto per un’emergenza, per salvare una vita” ha aggiunto l’uomo.

Intanto – come annunciato ieri – l’assessore regionale alla Sanità della Sicilia, Lucia Borsellino, ha convocato per questa mattina i responsabili del 118, i direttori generali e i direttori sanitari dei tre ospedali catanesi che ieri hanno negato il ricovero alla neonata, poi morta in ambulanza durante il trasporto nell’ospedale di Ragusa. Il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, ha inviato gli ispettori nelle strutture ospedaliere in oggetto. E anche il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, ha annunciato: “A pagare saranno in molti e non guarderemo in faccia nessuno, statene certi”. Sull’accaduto hanno aperto un’indagine le Procure di Catania e Ragusa.

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