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Netflix, ‘Tredici’ sott’accusa: «Mia figlia si è suicidata dopo aver visto la serie. Dovrebbe essere vietata!»

Quando la fantasia sconfina nella vita. Jessica Scatterson, dodici anni compiuti, originaria del Cheshire, in Inghilterra, si è uccisa e ha lasciato un biglietto in cui ha spiegato i sei motivi per cui ha compiuto l’estremo gesto, proprio come la protagonista di Tredici, titolo originale 13 Reason Why. Una vicenda agghiacciante avvenuta quasi due anni, che la madre però ha denunciato soltanto adesso. La donna, tale Rachael Wartburton, ha voluto raccontare a diversi tabloid stranieri, come il Mirror e il Daily Mail, la terribile storia della sua bambina per redarguire e lanciare un appello ai genitori: «Mia figlia si è suicidata dopo aver visto la serie Netflix ‘Tredici’. Dovrebbe essere vietata». 

La rabbia di una madre: «Mia figlia si è suicidata dopo aver visto la serie ‘Tredici’. Dovrebbe essere vietata!»

Al Mirror la madre della ragazzina ha confidato: Jessica stava guardando la serie tv con i suoi amici e ha elencato i sei motivi per cui voleva morire. Dovrebbe essere vietato, perché mia figlia lo guardava e spinge i ragazzi all’autolesionismo!». Effettivamente, come riporta anche l’Huffington Post l’inchiesta sulla morte della giovane ha fatto emergere ulteriori dettagli inquietanti: anche le amiche di lei si erano auto inflitte dei tagli superficiali a forma di lettere sulle gambe. Il corpo senza vita di Jessica è stato rinvenuto dal padre nella cameretta, dove sono stati ritrovati anche biglietti, con il nome di un presunto bullo, ma anche la lama di un temperamatite. Nella stessa stanza i genitori hanno scoperto anche un disegno che ritraeva la simulazione di un gesto suicida. La ragazzina si è tolta la vita dopo aver visto la serie, circa tre settimane dopo dalla visione dell’ultimo episodio. I due fatti, quindi, paiono collegati.

L’inchiesta su ‘Tredici: dopo il rilascio aumentato il numero dei suicidi tra gli adolescenti

Un caso non isolato quello di Jessica. Stando a quanto riferito dal Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, importante rivista scientifica di psichiatria pediatrica, citato in un recente articolo dal Daily Mail, dopo il rilascio di “Tredici” i suicidi tra gli adolescenti sono aumentati del 30%. Un dato allarmante, che desta parecchia preoccupazione, al quale ha dedicato un interessante pezzo anche “Il Post”. La serie, che narra la vicenda di Hannah Baker, una studentessa di un liceo americano che si uccide e che, prima di farlo, registra alcune audiocassette in cui motiva il suicidio, sarà vietata dunque? Un portavoce Netflix è intervenuto sulla questione e ha difeso “Tredici” dicendo: «È un argomento di fondamentale importanza e abbiamo lavorato sodo per garantire al pubblico la gestione di questo problema in modo responsabile!». 

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di "UrbanPost". Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 riceve il riconoscimento di "Laureato Eccellente" per il suo percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly", “SuccedeOggi" e “LuxGallery”. Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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