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Niccolò Bettarini, fu “aggressione di massa”, il giudice: “Ci sono altre persone sfuggite alle indagini”

L’accoltellamento di Niccolò Bettarini, figlio di Stefano e Simona Ventura, fu un’aggressione di massa. È quanto stabilito dal giudice per l’udienza preliminare Guido Salvini nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 18 gennaio furono condannati i quattro ragazzi arrestati. Il pestaggio del giovane 20enne, avvenuto nel luglio 2018 fuori dalla discoteca Old Fashion di Milano, fu opera di un nutrito gruppo di persone, “gravemente sospettate” ma riuscite a “sfuggire alle indagini”. Era emerso già durante i primi accertamenti, ma ora viene messo nero su bianco.

Niccolò Bettarini: pene da 5 a 9 anni, ma gli aggressori sono già fuori

Le pene, inflitte lo scorso 18 gennaio dal giudice Salvini per il pestaggio di Niccolò Bettarini, vanno dai cinque ai nove anni. La più alta è stata inflitta al 29enne Davide Caddeo (già scarcerato e finito ai domiciliari), accusato di esser l’unico ad aver materialmente sferrato le nove coltellate che ferirono gravemente al braccio Bettarini junior. Il pestaggio – ricordiamo – gli costò una delicata operazione chirurgica.

Niccolò Bettarini, accerchiato da un nutrito gruppo

I quattro principali condannati, però, secondo il gup Salvini, non avrebbero agito da soli. Insieme a loro, un gruppo di persone accerchiò Bettarini, privo – invece – di compagnia. Nonostante negli atti si facciano i nomi di alcune di queste persone, spetterà alla procura – cui sono stati trasmessi gli atti – valutare se intraprendere ulteriori iniziative. Nell’inchiesta che ha stabilito la condanna dei quattro aggressori di Niccolò Bettarini, i complici non sono stati coinvolti anche a causa del “silenzio” mantenuto dagli indagati. È stata, inoltre, giudicata “poco rilevante” l’affermazione dei quattro aggressori che avevano dichiarato di aver reagito a una provocazione dello stesso Bettarini.

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