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Nobel per la pace 2018, chi sono Nadia Murad e Denis Mukwege: il perché del riconoscimento

Il premio Nobel per la pace è stato assegnato al ginecologo congolese Denis Mukwege e a Nadia Murad, vittima yazida dei crimini commessi dall’Is in Iraq. Nominato molte volte in passato, Mukwege ha trascorso due decenni aiutando le donne a riprendersi dalle violenze e dai traumi degli stupri nella Repubblica Democratica del Congo orientale devastata dalla guerra, mentre Murad è diventata un’attivista dopo essere stata rapita dai militanti del gruppo dello Stato Islamico e tenuta come una schiava del sesso.  Murad e Mukwege sono stati premiati per “i loro sforzi volti a mettere fine all’uso della violenza sessuale come arma da guerra e di conflitto armato” ha spiegato il Comitato norvegese per il Nobel, sottolineando come Murad abbia dimostrato “un coraggio fuori del comune nel raccontare le proprie sofferenze” di vittima di stupro e altri abusi per mano dello Stato Islamico. Mukwege “è di gran lunga il simbolo più unificante, a livello nazionale e internazionale, della lotta per mettere fine alla violenza sessuale nelle guerre e nei conflitti armati”. Entrambi sono stati scelti all’interno di una lista di 216 individui e 115 organizzazioni.

Chi è Denis Mukwege, premio Nobel per la pace 2018

È un medico e attivista congolese (Repubblica Democratica del Congo). Specializzato in ginecologia e ostetricia, ha fondato nel 1998 il Panzi Hospital, ospedale in cui è diventato il massimo esperto mondiale nella cura di danni fisici interni causati da stupro. Nel 2014 viene insignito dal Parlamento europeo con il Premio Sakharov per la libertà di pensiero. Riceve il Premio Nobel per la pace nel 2018. Nato a Bukavu, terzo di nove figli, ha studiato medicina in Burundi e servito inizialmente presso l’ospedale locale per poi trasferirsi in Francia e specializzarsi in ginecologia presso l’Università di Angers. Rientrato in patria, ha aperto nel 1998 a Bukavu il Panzi Hospital, impegnato nella cura di donne vittime di stupro, una piaga nel Paese. Per i suoi meriti ha ricevuto il 26 novembre 2014 il Premio Sakharov per la libertà di pensiero, candidato dai gruppi politici europei S&D e ALDE.

Chi è Nadia Murad, premio Nobel per la pace 2018

Nadia Murad è un’attivista irachena yazida per i diritti umani, Premi Nobel per la pace nel 2018. Nell’agosto del 2014 venne rapita e tenuta in ostaggio da parte dello Stato Islamico. Dal settembre 2016, è prima Ambasciatrice Onu per la dignità dei sopravvissuti alla tratta di esseri umani.  Nell’agosto del 2014 Nadia era una studentessa di ventuno anni quando l’Isis giunse nel villaggio di Kocho, radunò la comunità yazida e uccise 600 persone, tra cui 6 fratelli di Nadia, e la rese schiava. Nadia diventò una delle più di 6,700 donne yazide fatte prigioniere dell’Isis in Iraq. Nadia venne portata come schiava nella città di Mosul dove fu picchiata, bruciata con mozziconi di sigarette e stuprata. Nel novembre dello stesso anno riuscì a fuggire quando un soldato Isis si scordò di chiudere a chiave la porta dell’abitazione in cui si trovava. Nadia trovò rifugio presso una famiglia della zona che l’aiutò a raggiungere il campo profughi di Duhok, nel nord dell’Iraq, e da lì Stoccarda, Germania. Il 16 dicembre 2015 Nadia apparve presso il Consiglio di Sicurezza Onu per discutere, per la prima volta nella storia dell’organizzazione, di tratta di esseri umani e conflitti. Come ambasciatrice Onu, Nadia partecipa attivamente ad iniziative per sensibilizzare al tema della tratta di esseri umani e rifugiati. Nadia Murad ha raggiunto comunità di rifugiati e sopravvissuti ascoltando le testimonianze delle vittime della tratta e del genocidio. Nel settembre 2016 l’avvocata Amal Clooney ha spiegato presso l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (UNODC) le motivazione per cui ha accettato di rappresentare Nadia Murad nell’azione legale contro i comandanti Isis. La Clooney, in quell’occasione, ha descritto il genocidio, lo stupro e la tratta come “burocrazia del diavolo a scala industriale” e ha sottolineato come la tratta di esseri umani è tuttora praticata dai soldati Isis, sia tramite social network sia nelle zone da loro controllate.Nadia Murad ha ricevuto numerose minacce per via del suo impegno alla causa.

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