in ,

Nocturnal Animals recensione del film di Tom Ford presentato a Venezia 73

Tom Ford ha fatto centro. Nocturnal Animals presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2016 si candida, a pieno titolo, ad entrare nella rosa dei migliori film proiettati in un’edizione che – finora – ha mostrato qualità. Difficile trovare pecche in un’opera che, per quanto complessa, riesce a tenere in piedi in modo sublime tanti spunti, infiniti indizi, che vanno perfettamente a comporre un mosaico finale. Ford non sbava mai nonostante conceda violenza e sentimenti vorticanti; dosa il giusto.

E’ una galleria di animali notturni di 3 razze differenti, quanti sono i piani narrativi, che girano intorno alla medesima storia in un gioco di scatole cinesi. Animali notturni predatori che mandano fuori strada una famiglia in vacanza, li mettono in trappola e fanno uno scempio. Animale notturno la protagonista, interpretata da Amy Adams, direttrice di un museo d’arte: bella, ricca, chic. La sua pelle diafana e i capelli rossi diventano strumento suonato con classe non comune da Ford, che in certi frame la rende un quadro preraffaelita. Qui, l’occhio estetico di uno stilista si è fatto sentire: tanto e bene. Animale raro ed elitario, con le sue notte bianche funestate dai rimpianti. E, infine, animali notturni i ricordi che bussano sempre con il buio: i fantasmi della vita che avrebbe potuto essere, degli amori – pochi – che avrebbero dovuto essere scelti e non abbandonati. Cose che di giorno paiono opache, sfuggenti, fuori fuoco…meno importanti e quasi quasi nemmeno le pensi più. Ma di notte ti tengono sveglio.

La vendetta: tanti piani di vendetta. Vendetta per l’amore negato, quella per il dolore procurato, quella antica – campanilista – dei texani contro i newyorchesi, dei relitti contro la gente che “conta”. La debolezza e la vigliaccheria ma anche lo stoicismo e la costanza nel personaggio magnificamente interpretato da Jake Gyllenhaal. Un conto che vuoi far pagare e un contro che sai che verrà a esigere di essere pagato: l’inconscio che sa di avere tributi in sospeso e ti chiama. Lo sai in fondo, da qualche parte che nella coscienza non affiora, ma che ti porta a comprare un quadro con scritto “revenge” per poi scordarlo. Ma di notte, poi, ti tormenta.

E’ un modello fintamente borderline: buoni vs cattivi, ricchi vs poveri, Texas vs New York, polizia giusta vs ferocia umana. Con l’incedere narrativo è come se da adolescenti si diventasse adulti scoprendo che esistono le sfumature e le scale di grigi. Ford propone modelli archetipici assoluti per sgretolarli con spietata raffinatezza. I poliziotti diventano animali feriti senza nulla da perdere, le donne chic e potenti elemosinano attenzioni e infragiliscono mentre i falliti sorprendono.

In fondo è una fotografia della vita – o meglio – fotografa quei passaggi impercettibili che danno direzione, miseria, trionfo e rimpianti. E, come nella vita, i conti con le ossessioni, con chi si è perso, con chi si è amato, con ciò che avremmo potuto essere, si fanno di notte. Alla fine, forse, qualcuno vince o, semplicemente, riesce a dormire la notte: per fortuna Tom Ford ha deciso di smettere di disegnare occhiali da sole e fare il regista.

IFA Berlino 2016 monitor Samsung LG Sony

Samsung, LG e Sharp IFA 2016: presentati nuovi monitor curvi, ecco tutte le novità

Moto 3

Moto 3 Gp Silverstone 2016: Binder vince e allunga, Bagnaia ottimo 2°