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Non c’è più religione recensione: Claudio Bisio e Alessandro Gassman mattatori del Natale 2016

Non c’è più religione recensione: Claudio Bisio e Alessandro Gassman mattatori del Natale 2016

Tra i film in uscita a dicembre 2016, per il mercato italiano, non passa inosservato il nuovo titolo con Claudio Bisio protagonista. Non c’è più religione è arrivato nelle sale cinematografiche mercoledì 7 dicembre 2016 e, in occasione del Cinema2Day di mercoledì 14 dicembre, è stato il film più visto secondo i dati forniti dai botteghini. E l’incasso, in vista della settimana di Santo Stefano, dovrebbe lievitare ancora considerato che la pellicola Non c’è più religione sembra essere un film dagli ingredienti giusti per la famiglia. Partendo dal giudizio di un cast che, tra gli altri, oltre a Claudio Bisio, riporta al cinema la brava Valentina Lodovini, il ‘romano’ Alessandro Gassman e la ‘lombarda’ Angela Finocchiaro. Tre di questi nomi vi torneranno in mente per uno dei successi degli anni duemila: Benvenuti al Sud. Eccetto Gassman, infatti, questi tre attori hanno fatto parte, insieme ad Alessandro Siani, della riuscita commedia italiana il cui remake è Benvenuti al Nord. Ma questo dato è superfluo, e vi spieghiamo perché. In Non c’è più religione, infatti, il tema della ‘commedia’ sarà solamente una cornice in cui far entrare il quadretto di una storia simpatica, a tratti paradossale, realizzata con intento utopistico.

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Non c’è più religione recensione: ma qual è la trama di questa commedia?

Qual è la trama di Non c’è più religione, film in uscita a dicembre 2016 nei cinema italiani? Una piccola isola del Mediterraneo e un presepe vivente da realizzare come ogni anno per celebrare il Natale. Purtroppo quest’anno il Gesù Bambino titolare è cresciuto: ha barba e brufoli da adolescente e nella culla non ci sta proprio. A Porto Buio però non nascono più bambini da un pezzo ma bisogna trovarne un altro a tutti i costi: la tradizione del presepe è infatti l’unica “resistenza per non scomparire”. Il sindaco Cecco, fresco di nomina, vorrebbe chiederne uno in prestito ai tunisini che vivono sull’isola: peccato che fra le due comunità non corra buon sangue. Ad aiutarlo nell’impresa due amici di vecchia data: Bilal, al secolo Marietto, italiano convertito all’Islam e guida dei tunisini, e Suor Marta, che non ne vuole sapere di “profanare” la culla di Gesù. I tre si ritroveranno uno contro l’altro, usando la scusa della religione per saldare i conti con il proprio passato. Un lama al posto del bue, un Gesù musulmano e un ramadan cristiano, una chiesa divisa in due e una Madonna buddista: un presepe vivente così non si vedeva da 2000 anni nella piccola isola di Porto Buio.

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Non c’è più religione recensione: Claudio Bisio, Alessandro Gassman e Angela Finocchiaro. Tre punti di vista per tre storie diverse

Dunque, come abbiamo visto, il nuovo film con protagonista Claudio Bisio, Non c’è più religione, si fonda proprio sulla difficoltà di far convivere, oggigiorno, più religioni all’interno di una stessa società. Una pellicola che evidenzia un’emergenza sociale, come evidente nel nostro Bel Paese. Laico, secondo la Carta Costituzionale. Ma fermamente fanatico quando entrano in gioco le tradizioni cristiane. Ed è così che in Non c’è più religione, grazie alla simpatia dei tre protagonisti (Bisio, Gassman, Finocchiaro, ndr.) si sviluppano tre differenti punti di vista. Il primo è quello del cittadino politico: l’obiettivo è avere consenso, per tenere buono l’elettorato bisogna soddisfare tutte le richieste. Dunque, si mette da parte il buonsenso per l’incapacità di amministrare e ci si lascia trasportare in balìa degli eventi. Il secondo punto di vista, invece, è quello di Alessandro Gassman che nel film Non c’è più religione incarna il ruolo di un cristiano convertitosi per amore all’islamismo. Un musulmano che dovrebbe ‘comandare’ sulla donna, ritenuto dal Corano il ‘genere debole’, ma che in realtà si lascia abbindolare e dirigere a bacchetta dalla volontà della propria consorte. Il terzo punto di vista è quello di Angela Finocchiaro, una suora che non è mai uscita dal suo paesello e che per mandare avanti ‘la baracca’ si dedica all’attività di ristoratrice. Sullo sfondo, a legare i tre personaggi principali, un’amicizia adolescenziale, naufragata per errori chiamati ‘vita’. Almeno, stando a quanto affermato dal personaggio interpretato da Claudio Bisio.

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Non c’è più religione recensione: perché sì

Perché andare a vedere Non c’è più religione? La pellicola italiana, uscita al cinema a dicembre 2016, merita una promozione per tre aspetti: il primo, già sviscerato, è il tema sociale quanto mai attuale oggigiorno in una società globalizzata. Il secondo motivo per cui merita un voto di incoraggiamento è la semplicità con cui, Non c’è più religione, si lascia apprezzare da un pubblico che, a Natale 2016, vuole solo passare un paio di ore di assoluto relax. Il terzo motivo, infine, è il cast. Semplice, mai volgare, né sopra le righe, recitazione nella media. Certo, non parliamo di un titolo cinematografico che diventerà cult della nostra bacheca. Anzi.

Non c’è più religione recensione: perché no

Perché non andare a vedere Non c’è più religione? Di contro, il nuovo film italiano uscito a dicembre 2016 e disponibile nelle sale per tutto Natale 2016, sembra essere una pellicola già vista. Il diktat di Claudio Bisio ormai sembra scontato. Che non è un errore, per carità. Funziona, considerati i discreti numeri del botteghino. Ma lo spettatore medio, ormai, sa quali battute aspettarsi…

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