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Non è l’Arena, la folla applaude il sindaco che insulta Giletti: lui scende dal palco e li affronta

Massimo Giletti è andato in trasferta con la sua trasmissione Non è l’Arena. Ieri sera, 12 maggio, la trasmissione di La7 è andata in diretta dalla piazza di Mezzojuso, in Sicilia. La decisione di Giletti di portare direttamente la trasmissione in piazza è nata dopo i vari interventi sulla storia delle tre sorelle Napoli, che da anni combattono con la criminalità locale per poter proseguire con la loro azienda agricola. Ospite di Giletti sul palco di Non è l’Area anche il sindaco di Mezzojuso, Salvatore Giardina. La discussione tra Giletti e il pubblico presente in piazza è nata proprio da un insulto del sindaco rivolto al conduttore. 

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La decisione di Massimo Giletti

Il sindaco di Mezzojuso, Salvatore Giardina, ha definito Massimo Giletti un farabutto. Questo aggettivo usato nei confronti del conduttore di Non è l’Arena ha scatenato il pubblico, che ha applaudito a favore del sindaco. A questo punto Giletti, non capendo la reazione del pubblico presente in piazza, ha deciso di scendere direttamente dal palco e di chiedere direttamente ai diretti interessati. Una volta in mezzo al pubblico Giletti ha chiesto: «Voglio sapere perché, spiegatemi. Perché io sono farabutto? Perché abbiamo avuto il coraggio di raccontare una storia di difficoltà? L’abbiamo inventata noi? Questo è il clima. È la cultura mafiosa che dovete combattere, l’omertà, questa è la verità». Naturalmente Massimo Giletti non ha avuto nessuna risposta a riguardo.

Una scelta pericolosa quella di Giletti

Massimo Giletti ha deciso di metterci la faccia e così è sceso direttamente in piazza per raccontare la storia di una Sicilia, rappresentata dalle sorelle Napoli, che vuole cambiare per essere libera. Una scelta che lo ha portato a riceve insulti, ma nonostante questo è andato avanti con una diretta di quattro ore. Qualche giorno prima della diretta di ieri sera, 12 maggio, Giletti, in un’intervista al Corriere della sera, aveva spiegato la sua scelta. Giletti aveva dichiarato: «Salvando quelle tre donne è come se salvassi le tante sorelle Napoli che combattono in solitudine. Per questo ho promesso che non le abbandonerò mai. Io penso che la televisione debba scuotere le coscienze e raccontare i fatti lì dove questi avvengono. Parleremo di mafia, ma soprattutto di tanti siciliani che riescono a tenere la testa alta. La storia delle sorelle Napoli dimostra che si può cambiare: esiste un’altra Sicilia che va raccontata e difesa».

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