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“Non essere cattivo” Caligari vivo grazie a Valerio Mastandrea: il racconto

Valerio Mastandrea arriva per ultimo allo spazio GQ al Lido di Venezia, il cast, gli sceneggiatori e la produzione di “Non essere cattivo” sono già seduti. Una signora distinta ha un posto fra le maestranze, si tratta della madre di Claudio Caligari: uno dei registi maggiormente sottovalutati nella storia del cinema italiano degli ultimi 30 anni, morto a maggio del 2015 a soli 67 anni. Due film all’attivo, ma che film. Amore tossico e L’odore della notte – di cui Mastandrea è stato eccelso protagonista – due vere perle della cinematografia italiana; incomprensibilmente sconosciute ai più.

Essere qui è solo fisicamente senza Claudio, perché Claudio c’è, come ci sono e ci saranno sempre quei pochi film che lui ha fatto. Claudio era contento del fatto che Venezia avesse un interesse concreto per “Non essere cattivo”. Barbera l’aveva pensato anche in concorso ma nessuna recriminazione, l’unico peccato è non poter sottoporre un film del genere a una giuria internazionale. Ma Venezia è solo l’inizio, poi camminerà con le sue gambe, stasera ci si romperanno le acque e da domani sarà nei cinema. L’importante è portarlo in giro e farlo vedere.” Queste le parole di Mastandrea che ha terminato il film dopo la scomparsa prematura di Caligari. Ed è stato proprio grazie all’ostinata convinzione di Mastandrea che questo film esiste: ha fatto appelli pubblici alla ricerca di finanziamenti per un anno, telefonato a tutte le sue conoscenze coinvolgendole nel film per fare in modo che Caligari uscisse con il suo “Non essere cattivo”.

Il film è effettivamente molto bello, senza dubbio fra i migliori presentati in Mostra quest’anno nonché nettamente superiore a tutti gli altri italiani in corsa. Peccato sia fuori concorso. “Una storia piccola, microscopica di un’amicizia immensa sullo sfondo di un contesto sociale che lentamente avvolge, corrompe e stritola. Sentimenti puri provati dagli ultimi. La fine dell’era pasoliniana, da terra dal basso. E’ la perdita della purezza. Chi ha vinto? Chi ha perso? L’unica cosa importante è che non ci sia il pareggio, Claudio ci ha insegnato che il pareggio non esiste.” Sottolinea ancora Mastandrea. L’attore Alessandro Borghi racconta di quanto Claudio sia stato capitale nello spronarlo a trovare il suo coraggio. Eppure la sensazione che tutto questo sia profondamente ingiusto permane; quando un giornalista fa notare che Caligari, per anni, abbia avuto soltanto porte sbattute in faccia da produttori e addetti ai lavori l’assist per accendere la polemica è servito. Mastandrea, che tiene la mano della madre di Caligari, smorza i toni e non raccoglie. Non perché non sia vero quanto denunciato bensì perché, machiavellicamente, sa che questa partita viene giocata per Claudio. Sa che sarà il film di Caligari a parlare e che il suo ruolo era quello di accompagnarlo più in alto possibile, compito assolto pienamente.

Altro che porte sbattute in faccia a Claudio per 10 anni, a me lo dici? Ha fatto 3 film che sono pochissimi ma che restano, voglio avere un momento di ottimismo. Ha 5 copioni nel cassetto e cercheremo il modo. So che sembra un discorso ultracattolico, ma voglio concentrarmi su quello che ancora si può fare.” Dopo la proiezione di “Non essere cattivo” qui alla Mostra serpeggia, soprattutto fra i giornalisti, una forma di perplessità commista a critica. Tutti si stanno chiedendo come sia stato possibile escludere questo film dal concorso, la polemica non toccava a coloro che il film l’hanno portato a termine, bensì a coloro che hanno la responsabilità di scrivere per il pubblico raccontando come stiano realmente le cose. Io non lo so perché a Caligari l’industria cinematografica abbia dato così poche chances – posso intuirlo – quello che so per certo, dopo aver visto tanti film in concorso quest’anno, è che si tratti di uno dei migliori in assoluto. il fatto che Claudio Caligari sia morto non obbliga un giornalista a scriverne bene, il fatto che Caligari fosse un fuoriclasse, invece, sì. Il film è nelle sale cinematografiche di tutta Italia, tocca al pubblico chiudere la catena.

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