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Non essere cattivo fuori dagli Oscar: “Ma con tutti i registi italiani proprio Caligari doveva morì?”

La notizia è ufficiale: “Non essere cattivo” film postumo di Claudio Caligari, scomparso l’anno scorso e terminato da Valerio Mastandrea che l’Italia ha scelto di candidare agli Oscar, non è stato ritenuto adatto dall’Academy. E fin qui niente di grave: Pasolini piaceva sempre in ritardo e solo quando qualche intellettuale sufficientemente democristiano doveva cedere e riconoscerne il genio, potrebbe essere diverso per colui che ha raccolto e declinato l’eredità pasoliniana negli anni ’80, ’90 e 2000? Siamo seri, sù.

Quello che dispiace, piuttosto, e queste non sono lacrime di coccodrillo perché è dall’uscita di questo film che ne stiamo scrivendo sempre tanto e bene – inevitabilmente, essendo meritevole – è che a questo film sia mancato l’agone, la facoltà di scontrarsi con altri film, di essere sottoposto a giurie internazionali. L’hanno negato a Venezia, presentandolo fuori concorso – eravamo lì e ve l’abbiamo raccontato – e ora anche agli Oscar. Anche se non stupisce affatto che l’Academy non abbia trovato il compiacimento opportuno in Caligari, basta ricordare come abbia sempre magistralmente ignorato un regista del livello di Robert Altman per capire che prendere un rifiuto, in questo caso, altro non è che la conferma di spessore. Attori bravissimi: un Borghi in stato di grazia e poi c’è Caligari. Caligari quello di Amore Tossico, quello de L’Odore della Notte. Li avete mai visti i film di Caligari? Ne ha fatti soltanto 3, anzi, ad essere precisi due e mezzo perché mentre girava quest’ultimo è morto.

Storia asciutta e senza lieto fine la sua, non dissimile da quelle dei suoi film…non dissimili dalla vita. Il sarcasmo, forse, resta la risposta meno ridondante e più opportuna a tutto questo bailamme che ha scomodato persino la morte. Ed è proprio sul tabu’ estremo che ho letto la frase più intelligente in merito al Caligari affaire. Durante la Mostra del Cinema di Venezia viene allestita una bacheca nel giardino dove giornalisti e addetti ai lavori lasciano dei Post It in cui ironizzano/criticano/osannano ciò che accade durante la Mostra in corsa. Una mattina, il giorno successivo alla proiezione di Caligari a cui è seguita una feroce polemica per la scelta di non farlo concorrere per il Leone d’Oro, al posto che andare in sala stampa sono andata in giardino a controllare se nella bacheca qualcuno avesse scritto qualcosa di intelligente in merito e ho trovato questo biglietto appeso “Ma con tutti i registi italiani, proprio Caligari doveva morì?“. Agrodolce, senza fronzoli. Secco come piaceva a lui. Inverosimilmente politicamente scorretto e altrettanto vero. Prima di lagnarmi per un Oscar mancato mi dispiaccio per le occasioni mancate in vita: per il film che Caligari poteva e voleva fare e che nessuno ha voluto produrre. Per 30 anni.

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