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Norvegia, il killer di Utoya fa causa per abuso dei diritti umani ma in carcere ha 3 celle e i videogiochi

Il 22 luglio del 2011 la Norvegia fu sconvolta dalle azioni di Anders Behring Breivik, il trentacinquenne che fece prima esplodere un’autobomba nel centro di Oslo e poi fece strage di giovani attivisti di sinistra sull’isola di Utoya uccidendo 77 persone; ora sta scontando 21 anni per terrorismo e strage di massa in carcere e proprio in questi giorni avrebbe presentato una denuncia per le sue condizioni carcerarie definite da lui stesso come disumane.

Il problema è che Breivik in prigione sta scontando la pena praticamente in una reggia: vive tra tre celle, possiede una tv con una grande varietà di videogiochi e l’accesso ad un cortile dove può fare ginnastica e mantenersi informa; una situazione paradossale dunque per chi soltanto 5 anni fa ha compiuto una delle stragi più efferate della storia norvegese.

Il killer di Utoya tornerà così in aula per discutere della sua condizione, nell’incredulità più totale dei sopravvissuti: “Non leggerò i giornali questa settimana per la mia salute mentale, cerchiamo di andare avanti con le nostre vite ma per alcuni tornare indietro a quel momento può essere un trauma.” Queste le parole di Dag Andre Anderssen, vice leader del gruppo dei sopravvissuti al massacro.

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