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Nozze gay bufera sul sindaco Marino, la Cei tuona: “Presunzione inaccettabile”

È bufera a Roma per l’iniziativa intrapresa dal sindaco Ignazio Marino, che ieri 18 ottobre ha operato la prima registrazione ufficiale di 16 matrimoni tra coppie omosessuali precedentemente celebrati all’estero. Le unioni sono state riconosciute in Campidoglio, la prima fra tutte quella tra Marilena Grassadonia e Laura Terrasi, che pronunciarono il fatidico “sì” nel 2009, a Barcellona. Si è trattato di un momento molto emozionante, molte delle coppie sono arrivate con i figli adottivi in braccio, e tra lacrime e abbracci si sono viste riconoscere dal primo cittadino pari dignità delle unioni tra eterosessuali. “Questo è un momento importante per la città di Roma e anche per me perché credo sia fondamentale che un sindaco si ponga a difesa dei diritti di tutti” – ha detto il sindaco, bersagliato in queste ore da molte critiche “Un atto d’amore tra due persone non può non essere riconosciuto. Io difendo il diritto dei cittadini ad amarsi”.Ignazio Marino registra nozze gay

Secco ed immediato l’intervento del ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha dichiarato sprezzante: “Marino firma autografi. Ribadisco: per l’attuale legge italiana, ciò non è possibile. La firma di Marino non può sostituire la legge. In pratica, il sindaco Marino ha fatto il proprio autografo a queste, peraltro rispettabilissime, coppie”. Ed è incontenibile anche l’ira del prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, che ha già annunciato l’intenzione di “annullare tutto” domani, lunedì 20 ottobre. “Sto per mandare un’altra lettera al sindaco Marino. Come ufficiale di governo devo applicare la legge e la circolare del ministro dell’Interno, Angelino Alfano: la trascrizione di quei matrimoni va cancellata.”, ha detto. Ignazio Marino tuttavia non sembra essere stato scalfito da siffatti avvertimenti, ed ha annunciato la ferma intenzione di rivolgersi a delle consulenze legali, forte del fatto che “anche l’Organizzazione mondiale della sanità ha sancito che l’omosessualità è un comportamento sessuale assolutamente normale”.

Anche la Cei (Conferenza Episcopale Italiana) ha condannato aspramente la registrazione dei matrimoni gay: “Una tale arbitraria presunzione, messa in scena proprio a Roma in questi giorni, non è accettabile”. Non sono in linea con il nostro sistema giuridico, ribadisce in una nota l’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, che non approva l’equivalenza posta in essere tra “il matrimonio ed altre forme che ad esso vengono impropriamente collegate”.

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