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Nozze gay, Consiglio di Stato boccia trascrizione: bufera sul giudice ‘schierato’

A un anno di distanza dalla bocciatura delle trascrizioni delle nozze gay contratte all’estero, da parte dell’ex prefetto Giuseppe Pecoraro che le bollò come “illegittime”, oggi anche il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento delle succitate. Il 9 marzo scorso il Tar del Lazio aveva accolto il ricorso di alcune coppie omosessuali, bloccando di fatto la facoltà del Ministero dell’Interno e delle Prefetture di annullare le trascrizioni degli atti, ma oggi la sentenza di bocciatura completa delle trascrizioni delle nozze gay fatte dai sindaci italiani rimette tutto in discussione.

A poco più di un anno dalla contestatissima trascrizione di 16 matrimoni tra omosessuali contratti all’estero voluta dall’ex sindaco Ignazio Marino, il Consiglio di Stato ha dunque avallato la scelta di Pecoraro. Aspramente criticata la sentenza, e pioggia di critiche per il giudice Carlo Deodato, relatore della sentenza in oggetto e pubblicamente schierato contro le unioni omosessuali.

“Ho solo applicato la legge in modo a-ideologico e rigoroso, lasciando fuori le convinzioni personali che non hanno avuto alcuna influenza” – ha detto Deodato per difendersi dalle accuse di chi su Twitter lo ha definito “giudice schierato”“Peraltro la sentenza è collegiale, invece vedo che attaccano solo me. Noi abbiamo ritenuto che tecnicamente la trascrizione delle nozze gay celebrate all’estero fosse illegittima e che il prefetto di Roma avesse il dovere di annullarle. Tutto il resto sono illazioni che non mi interessano. Io faccio il giudice dal 1992 in scienza e coscienza”.

A scatenare la bufera social il profilo Twitter del giudice “Giurista, cattolico, sposato e padre di due figli”, sul quale sarebbero apparsi presunti retweet di messaggi anti-gender e pro-famiglia aspramente contestati da molte associazioni gay.

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