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Nuova Zelanda, attentato a Christchurch: 49 morti in due moschee, bilancio provvisorio

Le pagine della cronaca di oggi, 15 marzo, si macchiano di nuovo di sangue. In Nuova Zelanda sono state attaccate due moschee a Christchurch, durante la preghiera del venerdì mattina. Il bilancio delle vittime dopo l’atto terroristico è di 49 morti e almeno 20 feriti. Numeri che potrebbe crescere con il trascorrere delle ore. Tutta la strage è stata filmata e poi il video è stato messo in rete. La polizia neozelandese ha ordinato di non diffondere con le condivisioni su Facebook il filmato dell’attentato. Le forze dell’ordine del luogo sono riusciti a fermare i responsabili di quanto accaduto. Il responsabile sembrerebbe essere un unico individuo, ma la momento seguono ancora ulteriori accertamenti per chiarire quanto è successo.

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Come si sono svolti i fatti

Poco prima della strage in due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, era stato postato sui social, presumibilmente da uno dei killer, un manifesto di 87 pagine “anti-immigrati e anti-musulmani” che e’ stato poi bloccato. L’operazione di rimozione del video non ha però scoraggiato l’attentatore, il quale è andato avanti con la strage colpendo senza alcun ripensamento le due moschee di Christchurch. Dalle prime ricostruzioni ad aprire il fuoco nella prima moschea di Al Noor, dove c’erano 300 persone, intorno alle 13:40 locali, sarebbe stato un uomo bianco tra i 30 e i 40 anni che indossava un’uniforme stile militare. La premier non si e’ sbilanciata sul numero delle vittime, ma ha dichiarato che: «si tratta di un evento significativo». La polizia della Nuova Zelanda sta cercando di persuadere più perone possibili a non condividere  il link del video sulla strage nelle due moschee di Christchurch. Ha inoltre dichiarato: «Stiamo lavorando perché venga rimosso». Il video dello strage, 17 minuti in totale, è stato postato dall’autore della strage che indossava un copricapo per celarsi il volto. Al momento il pericolo sembra essere stato sventato anche se l’intenzione dei terroristi era colpire più punti della città. Infatti il capo della polizia ha dichiarato, in conferenza stampa, che sono state rinvenute auto con esplosivi nel centro della città dove era in corso la manifestazione dei giovani studenti per il clima. Inizialmente la città era stata blindata, ora l’allarme sta man mano rientrando.

Davvero un solo colpevole?

Le prime indagini della polizia hanno portato all’arresto di quattro persone sospettate dell’attacco terroristico. Però nel momento degli interrogatori un solo uomo si è presa la responsabilità del gesto spiegando chi fosse e le motivazioni alla base dell’attentato. L’uomo, Brenton Tarrant, dice di essere un australiano bianco di 28 anni che è venuto in Nuova Zelanda solo per pianificare e addestrarsi all’attacco. Ha detto di non essere membro di nessuna organizzazione, ma di aver fatto donazioni e interagito con molti gruppi nazionalisti. Inoltre ha ribadito più volte agli inquirenti di aver agito da solo senza che nessun gruppo glielo ordinasse. Ha aggiunto di aver scelto la Nuova Zelanda a causa della sua posizione, per dimostrare che anche le parti più remote del mondo non sono esenti da “immigrazione di massa”. Inoltre Tarrant ha affermato anche di aver deciso di compiere questi attacchi  come “vendetta” per un attacco in Svezia avvenuto nel 2017. Naturalmente tutto questo è emerso dalle prime indagini. La polizia sta continuando il suo lavoro per cercare di capire se tutto quello che l’uomo abbia dichiarato sia vero. Seguiranno sicuramente ulteriori aggiornamenti.

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