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Nuove normative per il congedo parentale: un passo avanti per la famiglia

Il congedo parentale, anche conosciuto come astensione facoltativa, è un periodo di astensione dal lavoro per un genitore, disciplinato dalla legge sia nei tempi che nelle modalità e concedibile secondo determinati requisiti. Si tratta di un’ottima possibilità per i genitori, che possono passare più tempo accanto al proprio bambino garantendone la soddisfazione dei bisogni affettivi e relazionali.

Il periodo di astensione dal lavoro della durata complessiva di dieci mesi, si può ripartire fra entrambi i genitori ed è concesso anche qualora uno dei due non ne abbia diritto in quanto disoccupato o lavoratore autonomo.

Al giorno d’oggi, con i ritmi di vita frenetici e una giornata sempre più impegnata da trasporti e lavoro, i genitori sentono più che mai l’esigenza di dedicarsi al proprio bambino soprattutto nei primi anni della sua vita, quando la vicinanza di una madre o un padre consentono di fondare le basi per i rapporti affettivi del futuro. La serenità di poter garantire a un bambino tempo di qualità con i propri genitori è, infatti, fondamentale in giovane età. Ed è anche altrettanto importante garantire ai genitori di poter stare con i figli e compiere le scelte relative alle varie tappe di crescita con calma e tranquillità. Come spiega Lorena Castillo di ZONAGENITORI, dall’acquisto dei primi biberon, alla scelta cruciale del seggiolino auto a norma di legge, gli acquisti e le scelte legate ai figli devono essere ben ponderati e considerati con serenità.

La possibilità di dedicare più tempo ai bambini e alle scelte che compiamo per loro è dunque fondamentale e regolata dalla legge che ne disciplina le regole e i limiti, ma fino ad oggi l’Italia è sempre stata il fanalino di coda, con pochi padri che scelgono di accudire i figli appena nati e decurtazioni dello stipendio notevoli contrariamente a quanto accade all’estero, dove aumentano i giorni di congedo di paternità pagati al 100% e viene in generale aumentata la retribuzione per il congedo parentale.

Di pochi giorni fa, però, è la notizia che il Parlamento Europeo riunitosi a Bruxelles si appresta a votare una nuova legislazione che viene incontro alle esigenze delle famiglie e consentirebbe di uniformare tutti i paesi europei verso una politica sociale volta alla qualità della vita e al benessere.

La nuova normativa è particolarmente positiva per le donne, che sono spesso svantaggiate dal loro ruolo di principali responsabili della cura della famiglia e dei figli. La necessità di interrompere il proprio impiego e la propria carriera per le esigenze familiari fanno ancora percepire una certa disuguaglianza di genere per le opportunità lavorative femminili.

Con questa nuova legge il Parlamento Europeo ha scelto di incentivare la flessibilità sul lavoro e contrastare la sotto-rappresentazione delle donne sul mercato lavorativo, fornendo maggiori incentivi ai padri in merito ai permessi familiari. Questo consente di promuovere la parità di genere consentendo anche ai padri l’opportunità di passare più tempo con i figli senza penalizzare la propria carriera lavorativa.

Quali sono i punti chiavi della nuova normativa sul congedo parentale?

  • Innanzitutto, dopo la nascita del figlio, un congedo di paternità retribuito come un permesso per malattia di almeno 10 giorni.
  • Poi un diritto individuale minimo di 4 mesi di congedo per ogni genitore di cui i primi due mesi sono retribuiti ma non trasferibili da un genitore all’altro.
  • Oltre a questo, le nuove regole sanciscono anche il diritto a 5 giorni di permesso all’anno retribuiti per l’assistenza a parenti o familiari a carico.
  • Infine la possibilità di richiedere turni di lavoro flessibili per i genitori dei bambini di almeno 8 anni o per chi presta assistenza a familiari gravemente malati.

L’approvazione del Parlamento dovrà poi essere convalidata anche dal Consiglio e dopo la conferma delle nuove regole spetterà ai singoli stati membri dell’Unione Europea integrarle nella propria legislazione.

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