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Nuovi contatori Enel, intelligenti ma mai omologati: interrogazione parlamentare del M5S

Tutti ne abbiamo uno in casa, ci è stato installato affinché misurasse correttamente il consumo di energia elettrica nella nostra abitazione. Chiamasi “contatore intelligente” che l’Enel, dall’alto e senza invadere il nostro privato, tele-gestisce, controlla in maniera silente. Il risultato? Poca chiarezza nella comprensione dell’importo in bolletta che bimestralmente ogni utente si vede addebitato, aumento di conteziosi e contestazioni, fatte al gestore per conguagli stratosferici poco intellegibili e fatturazioni spesso errate.

La lettura dei contatori elettronici in Italia è sempre stata poco chiara, gli utenti pagano ma in realtà rimangono ignari dei loro reali, effettivi consumi. Una questione spinosa mai risolta. I nuovi contatori, che l’Enel ha brevettato e realizzato in Cina, sono stati ‘rodati’ per la prima volta sulla popolazione italiana, che di metrologia sa ben poco. Strumenti mai omologati, né provati da alcun ente terzo incaricato dallo Stato che ne verificasse la regolarità; tuttora il Testo Unico delle leggi metriche non li riconosce come ‘strumenti di misura’. Ci si domanda, allora, come può una norma venire applicata a strumenti che la legge non  prevede? Chi ha controllato fino ad oggi i contatori di Enel e degli altri distributori? Risposta: nessuno.

Ebbene, finalmente il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) è stato interpellato in merito: l’istanza parlamentare è partita per iniziativa del M5S, determinato a fare chiarezza su tale oscura questione. Davide Crippa, il deputato grillino vicepresidente della X Commissione della Camera, insieme ad altri deputati del movimento ha presentato alla Camera una ‘question time’ a risposta immediata, sollevando i molteplici dubbi sulla gestione della certificazione di siffatti contatori Enel, pretendendo chiarezza e chiedendo una supervisione  sull’operato di Enel Distribuzione. Il MISE ha replicato ammettendo che non esiste in Italia una legislazione della materia e di fatto, indirettamente, riconosce l’anarchia con cui tutta la questione è stata finora gestita. Qualcosa si è mosso, l’iter è lungo e spinoso ma è chiaro l’obiettivo: far valere i diritti del consumatore e far sì che la fatturazione delle bollette elettriche Enel sia a norma di legge.

Davide Crippa deputato M5S

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