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Nuovi strumenti per la diagnosi precoce dell’Alzheimer

Il morbo di Alzheimer è causa di numerose morti nei paesi occidentali, quasi quanto le malattie cardiache e il cancro.
Obiettivo clinico primario è quello di individuare la malattia di Alzheimer il più presto possibile, per consentire di attuare in tempo interventi in grado di modificare il corso della malattia.

Howard J. Federoff, del Georgetown University Medical Center (Washington DC, USA), e colleghi hanno sviluppato e convalidato un esame del sangue in grado di predire con più del 90% di precisione se una persona sana si svilupperà deterioramento cognitivo lieve o morbo di Alzheimer entro tre anni. Il test identifica 10 lipidi, o grassi, nel sangue che sono in grado di predire l’insorgenza della malattia. I ricercatori hanno esaminato se la presenza del gene apoE4, un noto fattore di rischio per lo sviluppo di malattia di Alzheimer, possa contribuire alla classificazione accurata dei gruppi, ma concludono che non rappresenti un fattore predittivo significativo in questo studio.

Gli autori dello studio conludono affermando che: “Questi biomarcatori, che riflettono l’integrità della membrana cellulare, possono essere sensibili alla neurodegenerazione precoce della malattia di Alzheimer e dunque consentirne la cura preventiva e immediata”. Gli autori sono ottimisti sul fatto che il test potrebbe essere pronto per l’uso in soli due anni.

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Written by Monia Trentarossi

36 anni, Amministratore di AntiAging Club, il primo sito dedicato all'AntiAging, in partnership con AMIA, Associazione Italiana Medici AntiAging. Consulenza medica specialistica e vendita online di prodotti Antiaging delle migliori marche.
Vive a Milano, appassionata di viaggi in giro per il mondo, sport (fitness, vela, sci...) cinema e buone letture. Per UrbanPost scrive di Benessere.

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