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Nuovo Mei di Faenza programma, Giordano Sangiorgi: “Ci saranno tante sorprese, vi dico tutto sulla musica di oggi” [INTERVISTA]

Il Nuovo Mei di Faenza, giunto alla quarta edizione, si svolgerà dal 23 al 25 settembre 2016. Come ogni anno dietro la macchina organizzatrice protagonista assoluto è Giordano Sangiorgi, presidente del Mei e icona italiana della musica indipendente. Intercettato da UrbanPost.it, Sangiorgi ha presentato la kermesse del prossimo settembre fornendo qualche succulenta anticipazione per poi sbizzarrirsi sui principali temi d’attualità: dalle difficoltà del giornalismo musicale al rapporto con le istituzioni, al mutamento della discografia a causa dei talent show, fino alla scelta di Manuel Agnelli degli Afterhours. Una lunga e piacevole chiacchierata con Giordano Sangiorgi.

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Caro Sangiorgi, iniziamo dalla prossima edizione del Nuovo Mei di Faenza che si svolgerà dal 23 al 25 settembre: quale sarà il programma di quest’anno?
“Ecco solo una prima lista di nomi: Motta, Omar Pedrini, Extraliscio con Mirco Mariani, capo orchestra di Vinicio Capossela, Moreno Il Biondo, Tullio De Piscopo, Finaz della Bandabardo’, Voina Hen, Leo Pari, Landlord, Iacampo, Mirko Casadei con i Khorakhane’, Boo-Hoos, Avvoltoi, Folkabbestia, Collettivo Ginsberg, Daniele Celona, La Municipal, Landlord, Chiara Dello Iacovo, Iacampo, Emidio Clementi, Ghali. Dulcamara, tra gli ospiti speciali in reading imperdibili Guido Catalano e Lercio e o i tanti altri ancora con al centro oltre 100 artisti e band provenienti da altrettanti contest da tutta Italia della Rete dei Festival. E ci saranno tante altre sorprese.”

Andando a spulciare sul portale ufficiale della kermesse notiamo con particolare interesse alcune riflessioni sul giornalismo musicale. A tal proposito, qual è il suo punto di vista e in che direzione sta andando questa branca dell’attività mediale?
“Abbiamo voluto ribaltare la normale logica di un festival come abbiamo sempre fatto al MEI. Quest’anno al centro ci sarà infatti il primo festival del giornalismo musicale che ha incontrato un grande successo. Sono già oltre 100 gli iscritti a forum, tavoli di confronto, lezioni e tanto altro per capire il futuro della musica e il futuro della comunicazione musicale. Le risposte aspettiamole qui, in questa fase di transizione, dalla carta al web.”
Purtroppo sono giorni di lutto per l’Italia intera. Ci saranno iniziative che Giordano Sangiorgi sposerà per dare un aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto?
“Il Mei è sempre stato in prima fila sul tema della solidarietà sostenendo decine di realtà associazionistiche e intervenendo ogni volta vi fosse una urgenza. Stiamo appoggiano l’idea di Beppe Carletti dei Nomadi, storico amico del MEI, di fare una iniziativa con lui. Sapremo presto qualcosa.”

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Grazie alla vetrina del Mei, in passato, grandi artisti della musica italiana come i Negramaro, gli Afterhours e i Baustelle  hanno mosso i primi passi e sono riusciti a ritagliarsi poi dopo un importante spazio sulla scena nazionale. Adesso, quali artisti crede possano fare lo stesso percorso?
“Quelli che hanno suonato da noi negli ultimi anni ancora sconosciuti, anzi alcuni ci stanno già riuscendo: Lo Stato Sociale, I Cani, Levante, solo per citarne alcuni, fino a Calcutta che suonò al MEI dei 20 anni a Roma l’anno scorso.”

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Cosa è cambiato dagli inizi del Mei a oggi? Dovesse trarre un bilancio del Nuovo Mei, quale sarebbe il suo giudizio complessivo?
“È cambiato tutto naturalmente. Con il NuovoMei 2016 chiudiamo la fase dei 20 anni di celebrazioni del MEI con un grande concerto di un grande cantautore italiano che 20 anni fa venne al MEI a fare un banchetto con le sue edizioni musicali indipendenti, dopo avere fatto un libro, una compilation e quattro puntate sulla scena indipendente italiana su Sky Arte e tanto altro ancora.  In questi anni, nell’era di Internet, si evolve continuamente: in pochi anni siamo passati da MySpace a Pandora, YouTube ha ucciso le tv musicali e Spotify sta uccidendo le radio, mentre il modello iTunes è definitivamente superato. Ogni anno – se non ogni sei mesi almeno – serve rinnovarsi. Il passaggio dal MEI dei 20 anni al #NuovoMei2016 segnala proprio questo.”

Musica indipendente. Stride un po’ con il mercato discografico attuale: in quale direzione sta andando la musica italiana?
“Oggi non esiste più la musica indipendente. Con il mercato globale tra poco tutti gli artisti nazionali saranno indipendenti: oggi ci sono i big del mainstream da una parte e gli artisti che fanno innovazione in ambito rock,  e dall’altra i giovani talenti emergenti che cercano di contrastare la deriva dei talent. La musica italiana, che piace ai due terzi del pubblico nonostante le radio ne passino solo un terzo senza dare spazio ai giovani esordienti e a indipendenti puri, se non trova spazi e risorse per i giovani rischia di non avere una nuova generazione di musica inedita innovativa e creativa capace di rinnovare il panorama attuale. Serve incentivare i live, tutelare gli artisti, anche piccoli, sui diritti e sul mercato on line, facilitare i concerti e i festival con meno burocrazia, così la nostra musica si svilupperà meglio. Serve farla entrare nel panorama culturale italiano a pieno titolo come ha fatto quest’anno il Mibact che per il primo anno dopo 30 anni ha patrocinato la Festa della Musica.”

Qual è il rapporto del Mei con le istituzioni? E cosa ne pensa Giordano Sangiorgi della recente querelle tra Siae e Fedez, con l’ingresso di una realtà come Soundreef?
È un rapporto di dialogo e confronto continuo con molte battaglie perse. Da 20 anni ci battiamo per una Legge per la Musica che grazie all’Onorevole Roberto Rampi forse a fine anno vedrà finalmente la luce, ci battiamo per un MIbact che rinnovi il Fus facendo entrare anche i nostri festival dopo avere ottenuto dal MIbact il Tax Credit per le opere prime, il sostegno al Jazz e alla Festa della Musica e un piano di intervento grazie ai fondi dell’Equo Compenso: qualcosa sta cambiando. Vorremmo poi una Siae ancora più vicina ai giovani, migliorando ulteriormente gli sforzi che sta facendo. Non ho nulla contro nessuno, ma la mia posizione da sempre è stata quella che la musica è un patrimonio dei beni culturali del nostro Paese e quindi non va mai lasciato solo in mano ai privati perché si corre il rischio che i piccoli non vengano più tutelati e non ci siano profitti e tutela delle arti minori. Credo in una tutela pubblico/privato dei diritti musicali così come ritengo che su grandi eventi di musica popolare contemporanea ci dovrebbe essere un intervento del Fus del Mibact realizzando ogni anno una Vetrina ufficiale della Nuova Musica Italiana come si fa per il Cinema a Venezia per dire e per le altre arti.  La Siae intanto ha reso gratuite le iscrizioni agli under 30, ha aperto le porte a molte esperienze giovani ma serve ancora un’altra accelerazione che con il Borderò elettronico non potrà che arrivare distribuendo così ogni singolo euro a ogni avente diritto.”
Il proliferare di talent-show e reality dedicati al mondo della musica: qual è il punto di vista di Giordano Sangiorgi?
“Hanno modificato la percezione della musica nelle giovani generazioni. Nell’ambito del pop mainstream chi ha tenuto testa ai talent show in termini di mercato sono stati i rapper che sono quelli che hanno intercettato meglio le richieste delle giovani generazioni tra nuova musica e innovazione tecnologica vincendo la sfida sul web. Certo che la cultura indie rock si è persa molto, sono aumentate moltissimo le presenze di voci che hanno l’unico scopo di cantare la stessa canzone pop mainstream con lo stesso loop solo che cambia il titolo e chi la esegue ma sembra sfornata sempre dalla stessa mano. Infatti, pochissimi sono emersi dai talent, rilanciando però alcune carriere finite di alcuni giurati, e, per fare una battuta, mia mamma guardandoli pensava che le band fossero scomparse. Bisogna creare modelli alternativi oppure entrare come ha fatto Manuel Agnelli con la speranza che a X Factor, come in alcuni sprazzi hanno fatto alcuni giurati “stravaganti”, faccia entrare la tanta bella musica indipendente presente in Italia.”

Sta facendo discutere parecchio la decisione di Manuel Agnelli, da sempre icona della musica indie e alternativa, di sposare il progetto X-Factor. Secondo lei ha ragione quando il front-man degli Afterhours afferma: “Così do luce alla mia musica?” o rischia di farsi contaminare dalle ‘major’?
“Credo che la “mission” che deve avere chi si occupa di musica debba essere quello di fare avere il suo progetto, senza snaturarlo, a più gente possibile. Manuel Agnelli farà certamente così quindi concordo con la usa scelta. Se non si cambia e si resta sé stessi bisogna cogliere tutte le opportunità anche perché possono fare da battistrada a tanti altri del movimento musicale indipendente.”

Abbiamo esplorato il mondo della televisione, proviamo a sbizzarrirci con il mondo del web: sbagliamo quando affermiamo che internet favorisce la musica indipendente?
“È giustissimo: peccato che non la remuneri per nulla. Vanno cambiati i rapporti economici tra YouTube e Spotify e le visualizzazioni e i click che oggi vengono pagati una miseria. Così la musica indipendente ed emergente sarà più ricca e potrà fare più nuovi progetti. Serve un intervento antitrust, serve inserire anche una quota come in Francia in radio e tv e serve fare più programmi di servizio pubblico per i giovani al pomeriggio con le musiche che i nostri ragazzi di oggi propongono, sul versante dell’innovazione che dell’inedito.”

Siamo nel 2016. Giochiamo un po’ con l’immaginazione: come si immagina il mondo discografico da qui ad altri dieci anni?
“Non saprei proprio. Chi poteva immaginare che oggi MySpace, l’MP3 e iTUnes sarebbero già stati oggetti vintage e superati del settore del mercato musicale pur essendo passato così poco tempo? Credo sia impossibile se non immaginando che sarà certamente un futuro sempre più consumato on line.”

Una volta conclusa l’avventura con la prima edizione completa del Nuovo Mei, dove troveremo Giordano Sangiorgi? Quali sono i progetti futuri?
“Vorrei finalmente lasciare il testimone al gruppo di giovani che lavora al Nuovo Mei 2016 e sta realizzando con il Super Mei Circus e tanti altri progetti la nuova realtà della kermesse. Quest’anno abbiamo fatto la prima Notte del Liscio, favorendo l’incontro tra le orchestre del folklore romagnolo con gli artisti indipendenti come Mirco Mariani dei Saluti da Saturno, Enrico Gabrielli, Collettivo Ginsberg, KHorajhane e tanti altri artisti indie: è stata un successo, mi auguro di poterla seguire ancora, così come, dopo il primo successo, la Festa della Musica che dopo averla fatta a Mantova, con il “modello Mei”, ogni anno si farà nella Capitale Culturale’ d’Italia, nel 2017 toccherà a Pistoia, è una bella sfida. Ma poi penso che dovrei fermarmi e magari vedere se 30 anni di esperienza, tra tanti successi e alcuni insuccessi, possa essere utile in una visione più ampia.”

 

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