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Nuovo Presidente della Repubblica: chi sono i candidati favoriti

La camere si riuniranno dal 18 aprile in seduta comune per procedere all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. La situazione politica incerta uscita dalle elezioni del 24 e 25 febbraio e il conseguente stallo sulla formazione del nuovo governo condizionano anche l’elezione del nuovo Capo dello Stato, che succederà dopo 7 anni a Giorgio Napolitano.

Clima incerto e nessuna intesa tra le forze politiche: questo lo scenario in cui si terrà l’elezione della più alta carica dello Stato. Ci sono comunque diversi nomi di candidati al Quirinale che circolano da tempo: tra supposizioni e retroscena  giornalistici e vere ipotesi politiche, proviamo a fare il punto della situazione su chi sono i candidati favoriti.

Romano Prodi

Romano Prodi
E’ una figura apprezzata anche al di fuori del PD, di cui è stato uno dei precursori con l’esperienza de L’Ulivo. L’ex presidente del consiglio e della Commissione Ue ha un gradimento trasversale (dalla sinistra al mondo cattolico) e potrebbe essere anche gradito al Movimento 5 Stelle, in chiave anti-berlusconiana. Ma il professore bolognese, oltre al no del Pdl, potrebbe anche ricevere qualche brutta sorpresa dal suo partito di riferimento, quel PD che in questi giorni non sta dando prova di compattezza praticamente su nulla. Prodi, secondo i bookmakers inglesi, è comunque tra i favoriti.

Gianni Letta
L’uomo ombra e “Richelieu” di Silvio Berlusconi per molti anni è anch’egli tra i favoriti dei bookmakers. E’ da tempo piuttosto defilato, condizione che ancor di più lo rende “papabile” per il Quirinale. Oltre all’appoggio del Pdl, Letta può attrarre i voti cattolici nei diversi schieramenti. D’altro canto, è scontata l’avversione di M5S e Sel, oltre che di una buona parte del PD e pesa ancora l’ombra di alcuni recenti scandali che l’hanno sfiorato.

Emma Bonino
L’outsider. La sua candidatura riceverebbe consensi trasversali, un po’ da tutte le forze politiche. Ma pesa, sul suo nome, l’avversione del mondo cattolico, con cui, nonostante i tentativi di dialogo, la distanza sui cosiddetti temi etici è siderale.

Massimo D’Alema
Il candidato dell’inciucio, dicono i maligni. L’ex premier Ds ed esponente di punta del PD non è sgradito al Pdl: ma la sua elezione a Capo dello Stato passerebbe solo nell’ottica di un costituendo governo di larghe intese tra PD e Pdl. Quindi, al momento, è molto improbabile. D’Alema, come Prodi, deve poi fronteggiare la fronda interna al PD, forse più insidiosa del resto.

Giuseppe Pisanu

Giuseppe Pisanu
Cattolico, moderato, ex Democristiano, ex Pdl, ex Ministro dell’interno, presidente uscente della Commissione Antimafia: un identikit perfetto quello del politico sardo, che gode di un apprezzamento bi-partisan da tempi non sospetti. Outsider ma non troppo, quindi: potrebbe essere la carta da giocare per l’elezione di un Presidente della Repubblica a “largo consenso”.

Franco Marini
Un altro cattolico, di estrazione sindacale, nonché ex Presidente del Senato. Dalla sua ha diverse carte, ma la stessa “zavorra” di Prodi: l’etichetta di appartenenza al Pd, anche se con posizioni più sfumate su Berlusconi ed il berlusconismo. I bookmakers lo accreditano abbastanza, noi un po’ meno.

Stefano Rodotà

Stefano Rodotà e Luciano Violante
Per dovere citiamo anche il giurista Stefano Rodotà e l’ex presidente della Camera Luciano Violante. Per quanto riguarda Violante, il suo potrebbe essere un altro nome di bandiera del PD, ma le sue chances di elezione sono davvero scarse. Rodotà è invece il candidato ufficiale del Movimento 5 Stelle: questa condizione, unita all’indubbio apprezzamento che il giurista calabrese ha nel PD visto i suoi trascorsi nel Pds, potrebbe fare di lui il candidato ideale per un’intesa tra i democratici ed i 5 stelle sull’asse Quirinale-Palazzo Chigi. Ma per il momento è solo fanta-politica.

Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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