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Obama vs Duterte: 24 ore dopo gli insulti il leader filippino ha già chiesto scusa

Non interferire sulla questione degli omicidi extragiudiziari, altrimenti te la farò pagare figlio di p…“, questa è la frase usata dal Premier delle Filippine Duterte nei confronti di Obama. Una minaccia sollevata con un insulto finale. La diatriba è nata dalla promessa del Presidente dello Stato asiatico, durante la campagna elettorale di “fare fuori” tutti gli spacciatori del paese. Promessa mantenuta, stando a quanto si può leggere da una nota del Governo di Manila, sono state oltre 2000 le esecuzioni per questo capo d’accusa.

Nessuno dovrebbe interferire. Questo è un paese indipendente. Nessuno ha il diritto di darmi lezioni. Ci rotoleremo nel fango come maiali, se tu mi fai una cosa del genere“, così il pittoresco, come lo ha definito lo stesso Governo americano, leader delle Filippine, rispondendo ad una domanda di una reporter sulla reazione americana sul modus operandi del Governo.

Neanche 24 ore e Duterte ha fatto retromarcia sulle affermazioni. A riportare ad una più mite visione della questione il Presidente delle Filippine è stato il governo cinese. Sia Obama che il leader asiatico si trovano adesso in Laos per il summit dell’Associazione Asiatiche del Sud Est. In programma era previsto un incontro bilaterale tra i due, ma la Casa Bianca ha fatto dietrofront, nonostante le scuse tardive, “il presidente non avrà un bilaterale con Rodrigo Duterte. Incontrerà invece la presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye“.

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