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Oceania film uscita: il femminismo della Disney dove l’eroe è donna

Cos’hanno in comune Ariel de ‘La Sirenetta‘, Belle de ‘La Bella e la Bestia‘, Biancaneve e Cenerentola? La risposta potrebbe essere più complicata di quanto pensiamo. Sono principesse, è ovvio, ma non è questo il problema. Sono prima di tutto giovani donne la cui immagine è ancorata a stereotipi che nella società di oggi vincolano il genere femminile. Il ruolo le definisce e le incatena sia caratterialmente che emotivamente. Stiamo assistendo a una rivoluzione nel cinema d’animazione Disney e lungometraggi come Ribelle – The Brave, Frozen – Il regno del ghiaccio e l’ultimo, Oceania, sono solo alcune delle testimonianze di questo cambio di rotta.

La generazione anni ottanta è cresciuta guardando cartoni animati nei quali la figura femminile aveva un ruolo che possiamo definire ‘derivativo’, da placido amor cortese: il cavaliere salvava la giovane fanciulla indifesa e sconfiggeva il drago malvagio. Questo era lo schema fino a pochi anni fa e in questo schema crescevano i trentenni di oggi. L’equazione donna=debole è solo un costrutto sociale e la Disney sembra essersene resa conto negli ultimi anni. Nell’ultimo film dal titolo ‘Oceania’ in uscita il 22 dicembre, la giovane Vaiana è una ragazza adolescente in cerca della propria identità, abitante di un’isola polinesiana vecchia di 2000 anni. Il semidio Maui è l’unico maschio che interagisce con Vaiana, ma dalla coppia non nascerà alcun amore. Al contrario, sarà lei a risolvere i guai, mentre il semidio Maui riuscirà solo ad affliggersi con i sensi di colpa per ciò che ha combinato, senza mai darsi da fare per rimediare.

La produttrice Osnat Shurer ha spiegano la genesi del film: “All’inizio avevamo pensato a una storia incentrata su di lui, ma poi abbiamo preferito Vaiana, una ragazza che con l’Oceano ha un’intesa speciale. E, alla fine, nella coppia, il personaggio più forte è decisamente lei, è l’unica a rendersi conto che il mondo ha bisogno di essere salvato“. Si tratta di un cambiamento che, forse, segnerà la fine di un’epoca e un modo semplice e concreto di insegnare le pari opportunità e i valori del femminismo ai più piccoli. Le principesse esisteranno ancora, ma adesso dovranno fare spazio alle donne.

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